“Una soluzione veloce e semplice per chi ha bisogno di un incremento immediato della liquidità”. Così Poste Italiane reclamizza la sua ultima offerta commerciale per gli italiani che non arrivano a fine mese che ha studiato insieme a Compass, la società di finanziamento al consumo di Mediobanca. Si tratta di un miniprestito, Specialcash, diretto ai titolari della carta di credito prepagata Postepay e da rimborsare a rate e richiedibile presentando un documento d’identità e la tessera sanitaria, come precisa Poste Italiane che, pure essendo stata trasformata  in società per azioni nel 1998 (governo Prodi) sotto la guida dell’allora ad e attuale ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera, è ancora interamente a capitale pubblico.

“Il mini prestito Specialcash Postepay consente al titolare della carta prepagata di scegliere tra tre piani di ricarica predefiniti: 750 euro rimborsabili in 15 mesi, 1.000 euro in 18 mesi e 1.500 in 24 mesi”, spiega la nota delle Poste, dove però si rimanda al sito per i dettagli sugli interessi praticati. Particolare non da poco visto che per un credito da 750 euro bisognerà restituire, in quindici mesi, 833,93 euro. In altre parole, il tasso annuo effettivo globale (Taeg) applicato è del 17,83 per cento. Scende di poco per i prestiti da mille euro (al 16,29%) e da 1.500 euro (15,34%) da restituire rispettivamente nell’arco temporale di 20 e 24 mesi.

“Non esistono altri prodotti simili con cui paragonare i tassi che sono correlati alla breve durata del prestito”, è la risposta della società alla richiesta del Fattoquotidiano.it di un confronto con i prodotti tradizionali delle finanziarie che hanno tempi più lunghi per un ammontare più elevato e tassi più bassi. In compenso però il prestito può essere richiesto da “tutti i titolari di Postepay nominativa e ricaricabile, di età compresa tra i 18 ed 70 anni al momento della richiesta”. Non è neanche necessario essere titolari di un conto corrente per accedere al nuovo prodotto rimborsabile via bollettino postale o, in caso, con addebito su conto corrente. Insomma, con questo Specialcash, il gruppo guidato da Massimo Sarmi dimostra di essere al passo con i tempi che i consumatori ben conoscono.

Una volta, infatti, quando l’Italia cresceva, le Poste offrivano, fino alla metà degli anni ’90, buoni postali che raddoppiavano di valore, invogliando la gente a mettere da parte il proprio surplus fino a fare dell’Italia uno dei Paesi più oculati del mondo con un risparmio privato da 9mila miliardi che viene gestito oggi dalla Cassa Depositi e Prestiti, che fa capo al ministero del Tesoro, tanto quanto le Poste. Oggi, invece, che l’economia rallenta, le Poste diventano sostenitrici del micro-finanziamento al consumo a tassi salati. Almeno se paragonati con quelli proposti, ad esempio, dalla Findomestic (gruppo Bnp Paribas-Bnl) che per un vero e proprio prestito personale da diecimila euro propone un rimborso su 84 rate da 153 euro al mese al Taeg fisso del 7,68 per cento.

Ma del resto, alle Poste lo sanno, ottenere un qualsiasi credito è diventato un’impresa come testimoniano i dati dell’Associazione bancaria italiana che nel suo ultimo bollettino mensile registra come, a dicembre, il totale prestiti a residenti in Italia ha subìto un calo dell’1,3 per cento a 1.923 miliardi di euro, dato per altro in miglioramento rispetto al -1,6% di novembre. In dettaglio  prestiti alle famiglie e alle società non finanziarie si sono ridotti del 2,41 per cento, mentre le banche sono riuscite ad aumentare la raccolta dell’1,2 per cento.