“Diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia”. Li rileva il consiglio dell’Agcom, che, dopo aver esaminato i dati del monitoraggio delle due prime settimane della campagna elettorale, invia un richiamo alle emittenti per un riequilibrio immediato. Il Garante sottolinea infatti una sovraesposizione del presidente del Consiglio Mario Monti e una “sottopresenza” dell’Italia dei Valori, Fli e Lega Nord in molti dei tg analizzati nelle prime due settimane della campagna elettorale, dal 24 dicembre al 6 gennaio

Il Consiglio dell’Agcom, presieduto da Angelo Maria Cardani, rivolge dunque “un forte richiamo a tutte le emittenti nazionali affinché provvedano all’immediato riequilibrio dell’informazione politica tra tutti i soggetti politici, assicurando parità di trattamento tra forze politiche analoghe e l’equa rappresentazione di tutte le opinioni nella fase che precede la presentazione delle liste e delle coalizioni”. L’Autorità verificherà l’ottemperanza al richiamo nel corso delle prossime due settimane e, nel caso siano rilevati ulteriori squilibri, “adotterà i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge”. L’Agcom ha esaminato i dati relativi alle due prime settimane della campagna elettorale (24-30 dicembre, 31 dicembre-6 gennaio), rilevando “l’esistenza di diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali diffusi da Rai, Mediaset, Telecom e Sky”.

Rai
In particolare l’Agcom rileva al Tg3 una sottopresenza del Pdl rispetto al Pd e in generale dell’Udc, ma anche una preponderanza di Monti. Il presidente del Consiglio ha avuto presenze squilibrate anche al Tg1, mentre alla testata diretta da Mario Orfeo è stata sottolineata carenza di spazio per Italia dei Valori, Fli e Lega. 

Mediaset
Nei tg di Mediaset le proporzioni si rovesciano. Al Tg5 e a Studio Aperto viene rilevata una sovraesposizione del Pdl rispetto al Pd, mentre al Tg4 e a Studio Aperto sono state rappresentate troppo spesso le posizioni di Fli (sorprendentemente, si potrebbe dire, visto che si tratta dei fuoriusciti del Pdl tanto detestati da Berlusconi). Sempre al Tg4 e a Studio Aperto viene sottolineata la “sottopresenza” di Italia dei Valori e Udc.

La7 e Mtv
Se per il Cavaliere a La7 dalla mattina alla sera tutti i programmi gli danno contro in realtà per l’Agcom nelle ultime due settimane non è stato affatto così: al Tg La7 di Enrico Mentana si rileva una presenza inferiore del Pd rispetto al Pdl (Tg La7 e La7 D), una sovraesposizione di Monti (su tutti i canali: Tg La7, La7 D, Mtv Flash) e ancora un’insufficiente presenza dei rappresentanti di Italia dei Valori, Fli e Lega (La7 e La7D)”.

Sky
Nei tg di Sky, sottolinea l’Agcom, “si rileva una sottopresenza di Idv, Fli, Lega e Udc (SkyTg24 e Cielo) e una sovraesposizione del presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (SkyTg24 e Cielo)”.

“Criticità accentuale nelle edizioni principali dei tg”
L’Agcom ricorda che il 29 dicembre è entrato in vigore il regolamento dell’Autorità per le emittenti private e che dal giorno di Epifania decorre quello approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza riferito alla Rai. “Lo squilibrio – scrive il Garante – rilevato nella fase di avvio della campagna elettorale – con alcune evidenti punte di criticità particolarmente accentuate nelle edizioni principali dei tg – richiede una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedimenti attuativi in materia di par condicio”.

La risposta di Monti non s’è fatta attendere. Il presidente del Consiglio, a Milano per presentare la candidatura di Albertini al Pirellone, ha detto di non aver ancora avuto modo di visionare i rilievi dell’Autorità, ma ha ribadito che “le regole vanno rispettate” e ha aggiunto: “Confido che, considerato che ci sono anche altri personaggi con forte tendenza e magistrali capacità all’esposizione televisiva, le regole siano fatte rispettare severamente”