Fino a tre giorni fa lo evocava come “candidato ideale del centrodestra”, ora il refrain si capovolge e Mario Monti, nelle parole di Silvio Berlusconi – ospite alla mattina a Gr Parlamento, Canale Italia, Julie news e Tg2 e a Radio Monte Carlo al pomeriggio – diventa il cavallo di troia per far vincere la sinistra. Così, dopo averlo accusato di essere un “piccolo protagonista”, adesso il Cavaliere ritira l’offerta (mai raccolta) al Professore: ”Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Quindi mi vedo costretto a essere ancora io il federatore dei moderati”. E il Quirinale? Secondo il Cavaliere “se Monti si candida, si allontana dal Colle perché lì deve essere eletto qualcuno che possa garantire a tutte le parti in causa un’assoluta equanimità”.

Dopo Domenica Live, Quinta Colonna, Porta a porta, Pomeriggio Cinque e Radio Anch’io, Silvio Berlusconi continua la sua maratona mediatica e ribadisce i suoi cavalli di battaglia: critiche al governo dei tecnici “che non hanno avuto il coraggio di fare le riforme necessarie al Paese” e che “si è accucciato di fronte alle richieste dell’Unione europea”; attacchi a Mario Monti che, per l’appunto, “non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata costringendomi per senso di responsabilità a essere ancora io il federatore dei moderati”; strali contro Casini – definito “orrido” anzi “orrendissimo” così come Gianfranco Fini dal salotto di Bruno Vespa – e i “partitini per Monti” che fanno “vincere la sinistra”. 

“Si profila un ‘centrino’ di Casini, che sta avendo meno voti di Storace, ma che comunque toglie voti ai moderati, facendo automaticamente vincere la sinistra” – ha detto Berlusconi spiegando che “dal 1948 ad oggi in Italia i moderati sono la maggioranza, ma se qualcuno interviene e li divide, fa vincere la sinistra” visto che si tratta di “un rapimento di voti da parte di un centro che non ha nessuna possibilità di vincere le elezioni: tanto vale, allora, che l’elettore voti direttamente per la sinistra”. L’ex premier rinfaccia a Casini di avergli chiesto un passo indietro senza però far seguire azioni concrete: “Casini diceva che si sarebbe unito ai moderati solo se Berlusconi si fosse ritirato. E Berlusconi ha fatto tre volte un passo indietro, ma Casini non ha mantenuto la parola ed è rimasto in una posizione più vicina alla sinistra che al centrodestra”.

Mario Draghi “il dinosauro” L’attacco al numero uno della Bce arriva da Canale Italia, seconda tappa televisiva della giornata del Cavaliere: “Avevo detto che avrei estratto un dinosauro dal cilindro. Perché avevo un dinosauro da mettere in campo. Avevo il nome giusto: pensavo che il dottor Mario Draghi potesse interessarsi lui al nostro Paese. Ne abbiamo parlato. Poi però questa ipotesi non si è potuta realizzare e allora sono diventato io…il dinosauro che deve battersi con gli altri per difendere i valori della libertà, della giustizia e della democrazia in Italia”.

“Un disegno dirompente contro di me dalle procure” “Si sono scatenate contro di me le Procure e il Tribunale di Milano. E’ il vecchio vizio della sinistra: utilizzare la giustizia per combattere gli avversari politici – ha aggiunto Berlusconi da Canale Italia – In queste ore sento e mi si dicono cose molto brutte – che spero non siano vere – circa un disegno dirompente contro di me, di cui si parla con insistenza all’interno della Procura di Milano. E’ una situazione che deve terminare: l’uso politico della giustizia è un cancro che dobbiamo debellare”.

“Canteremo tutti insieme musica francese” Ma la campagna elettorale avrà anche note più lievi: “Sto pensando di tradurre e adattare una bellissima canzone di un celebre compositore e cantante francese, Gilbert Becaud, che ho conosciuto molto bene quando ero in Francia: la canteremo tutti insieme al termine dei comizi che farò in giro per l’Italia nella imminente campagna elettorale”

Avvenire: “Il promemoria di B. senza garbo” – Un promemoria ”inutile”, ”scandito con solenne plurale maiestatis, ma con poco garbo e nessuna eleganza”: così il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire commenta, in un breve box della rubrica ‘Secondo noi’, le parole con cui nei giorni scorsi Silvio Berlusconi ha invitato “la Chiesa” a ricordare “tutto ciò che abbiamo fatto”. Il presidente Berlusconi, come ogni altro personaggio pubblico di destra, di sinistra o di centro – si afferma nel commento – non ha motivo di dubitare della buona, anzi ottima, memoria e del retto ed esigente giudizio dei cattolici. Gente che è piuttosto difficile incantare con stentoree o suadenti propagande e che ricorda a dovere tutto, ma proprio tutto, ciò che in passato nel bene o nel male è stato (o non è stato) detto e fatto. Cittadini che sanno valutare, secondo saldi criteri civili e morali, ciò che prefigurano i programmi e i profili politici e personali di chi si candida a rappresentare e governare l’Italia. Che ha bisogno di andare avanti – conclude l’articolo di Avvenire – e non di tornare indietro o di finire fuori rotta”.