”Molti dei guai del Pdl derivano da soggetti come Dell’Utri: un povero disgraziato, per quello che gli succede, che parla a ruota libera facendo capire che le sue parole siano di Berlusconi”. “Alfano si è già qualificato da sé. I guai del Pdl, purtroppo vengono tutti dalla sua incapacità, dalla sua insipienza. Non ha le palle, non c’entra niente con noi”. Non usano toni leggeri Angelino Alfano e il senatore Marcello Dell’Utri. L’uno dagli studi di Porta a Porta, l’altro da casa sua, chiamato a replicare dall’Adnkronos all’attacco del segretario che, durante la registrazione della puntata della trasmissione di Bruno Vespa se la prende con Dell’Utri “povero disgraziato”  che ”nuoce a Berlusconi” visto che il Cavaliere “dovrà porsi il problema della composizione delle liste. A Berlusconi dico di riflettere molto bene sulla modalità di formazione delle liste: su di esse l’opinione pubblica esprimerà un giudizio prima ancora di leggere il nostro programma”.

Del resto Alfano lo aveva detto nelle scorse settimane: “Non sono disposto a partecipare alle primarie insieme a candidati indagati. E’ in questa ottica che va letto l’attacco a Dell’Utri, individuato immediatamente nei giorni scorsi come uno dei pensieri fissi del Cavaliere dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto liste pulite. Un decreto che avrebbe potuto mettere in difficoltà il senatore, protagonista di un patteggiamento nel ’99 in merito alla condanna di 2 anni e 3 mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale nell’ambito della gestione di Publitalia ’80. Secondo Alfano, ”per restituire fiducia alla gente ci devono essere persone per bene che diano la certezza di farsi non i fatti propri ma i fatti di tutti. Dopo di che, la nostra ricetta è la più comprensibile ed efficace”.