Sette targhette all’ingresso della sede milanese  di “Io amo l’Italia” di Magdi Allam che promuovono associazioni a lui legate a favore di Israele, identità nazionale e cristianità. Siti che, a quasi un anno di distanza, continuano a non funzionare o, peggio ancora, non sono riconducibili in nessun modo all’eurodeputato (qui la lista). Sembrava che Internet giocasse un ruolo fondamentale per la campagna elettorale: ma i portali ideati ad hoc, nella migliore delle ipotesi, sono contenitori vuoti. 

Salviamoicristiani.it è l’unico sito funzionante. Con un unico dettaglio, però. La homepage, infatti, è ferma allo scorso 18 luglio, giorno della manifestazione nazionale a Piazza Santi Apostoli a difesa dei cristiani “discriminati, perseguitati e massacrati”, per “salvaguardare dei valori assoluti e universali, la sacralità della vita, la dignità della persona, la libertà di scelta, che garantiscono tutti senza alcuna eccezione”. La sezione più aggiornata è quella dei comunicati, con l’ultimo messaggio del 12 settembre in cui si annuncia per il 30 dello stesso mese “la biciclettata ‘Pedaliamo per la Vita’ per il diritto della verità ad essere detta” contro “un mondo oscurantista, nemico della ragione e, quindi, della verità e della scienza”. Salviamoicristiani.it è stato registrato a nome dell’eurodeputato il 3 agosto 2011, proprio come vivaisraele.it che però, oltre alla homepage senza link, non offre nient’altro. Si legge che l’associazione promuove “la cultura della vita ovunque nel mondo” e “iniziative finalizzate a sradicare in Italia e in Europa il pregiudizio nei confronti degli ebrei e di Israele” oltre a considerare “un legittimo diritto l’impegno profuso da Israele per salvaguardare il diritto alla vita della sua popolazione dagli attacchi del terrorismo e degli eserciti arabi”. Non è dato sapere come, visto che nella pagina non c’è neanche un link. Aiutoagliitaliani.it risulta ancora “in costruzione” a differenza di Vincere-lapaura.it che non esiste più. Per questo Google suggerisce di tentare con vincerelapaura.­it che però nulla c’entra con Magdi Allam e rimanda al sito di un’associazione sportiva. C’è anche Centroriformaetica.it che, a differenza del redirect sul sito del movimento di alcuni mesi fa, oggi è un dominio ad accesso riservato. Insomma, anche in questo caso non serve agli utenti.

Ma i casi più interessanti riguardano due domini di cui Allam ha esposto la targhetta con nome e indirizzo web ma che, oltre a non avere mai registrato, sono stati acquistati per altri progetti da persone che non hanno nulla a che fare con lui. Ambientevitale.it , infatti, è stato registrato il 30 marzo 2012. Il proprietario, però, non è Magdi Allam, bensì Filippo Boschetti, presidente di una scuola di danza e libero professionista di Sant’Agata Bolognese che, raggiunto dal fattoquotidiano.it si dice molto sorpreso. “E’ una cosa curiosa. Ho acquistato questo sito che era libero per un progetto legato al commercio equosolidale e all’agricoltura biologica che poi non è mai partito”. Oltre a non avere alcun contatto con l’eurodeputato, specifica di non averlo mai sentito nominare. 

Ancor più sorprendente il sito italianiveri.it che, se a febbraio risultava non registrato, oggi ha una homepage in cui possiamo leggere: “Se credi al Paradiso clicca qui. Se invece ti interessa questo dominio contattami”. Cliccando sull’unico link disponibile si finisce su un’altra pagina in cui si legge: “Non ti facevo così credulone…! Torna in Purgatorio che è meglio”. E cliccando l’unica parola linkata, ovvero “purgatorio”, si apre un’altra finestra con la scritta: “Ma daiiii!! Credi anche al purgatorio?? Torna all’homepage va’…”. Il sito è stato registrato da Michele Ferraris il 30 marzo 2012. Anche Ferraris dice di non c’entrare nulla con Allam e spiega: “Ho sentito che ha citato questo sito, ho visto che era libero e l’ho comprato. Mi piaceva l’idea di giocarci”. In sostanza, spera che Magdi lo contatti per acquistarlo (“Se invece ti interessa questo dominio contattami” è scritto “proprio per lui”, dice Ferraris) visto che la targhetta fuori dalla sede di ‘Io amo l’Italia’ era già affissa mesi fa. Molto prima che il dominio venisse registrato.