I no si sono moltiplicati da nord a sud con percentuali sempre vicine al 90 per cento. I dati non sono ancora ufficiali, ma delle decine di migliaia di domande di nuove iscrizioni per votare al ballottaggio delle primarie del centrosinistra sono state accolte appena 7mila domande sulle centomila arrivate ai comitati dei Garanti. I dati non sono ancora definitivi, perché altre richieste stanno ancora affluendo negli uffici di Roma. Ma i dati diffusi dai vari coordinamenti provinciali e regionali parlano abbastanza chiaro. In Lombardia, per esempio, sono un migliaio le richieste di voto accolte sulle circa 25mila pervenute al comitato organizzatore. Nel Lazio sono state accolte 1849 richieste su 17847. In Liguria i sì sono stati 290 su una base di circa 3500 domande. In Trentino i Garanti delle primarie hanno ammesso 335 richieste su 1.094 ricevute, mentre in Sicilia 121 su quasi 4mila. Un paio di record in Toscana: a Firenze sono state accolte solo 10 domande su 12mila, a Livorno respinte tutte le nuove richieste (1094). 

“Ci aspettiamo un’altra intensa giornata di vita democratica – ha dichiarato Berlinguer – Abbiamo fatto tutto ciò che umanamente poteva essere fatto per far votare tutti”. L’esponente del Pd ha ricordato che potranno votare tutti coloro che si sono iscritti entro il 25 novembre, anche se poi non hanno esercitato concretamente il diritto a esprimersi. “A chi non si era registrato nei termini utili – ha spiegato Berlinguer – è stato consentito di presentare tardivamente la domanda fornendo attraverso internet una credibile giustificazione”. Gli ammessi al voto del ballottaggio con iscrizione tardiva hanno ricevuto via una lettera che conferma l’ammissibilità dell’iscrizione con l’indicazione del seggio dove dovranno andare a votare. 

Il comitato Renzi: “Togliete il fiasco a Berlinguer”
Tuttavia le rassicurazioni di Berlinguer non hanno convinto (neppure oggi) il comitato Renzi. Il commento di Giuliano Da Empoli (responsabile del programma elettorale di Renzi) è laconico: “Va bene tutto, serenità e rispetto delle regole. Ma, per favore, togliete il fiasco a Berlinguer”. Infatti la “battaglia” sulle nuove iscrizioni è continuata per tutta la vigilia del voto. Altri dati dalla Lombardia riguardano la provincia di Lecco, dove sono state accolte solo 6 domande su 928, e quella di Bergamo, con solo 38 sì su oltre 1.800 richieste. Secondo i “renziani” sarebbero state respinte anche domanda da parte di persone impossibilitate a partecipare al primo voto di domenica scorsa perché malate e di mamme con bambini piccoli. A Torino solo state approvate 64 richieste su 4900 domande. In particolare, è stata scartata la quasi totalità delle domande (4.600) pervenute per posta elettronica o via fax. A Bologna meno di un decimo delle domande di ammissione al ballottaggio è stata accolta: 224 su 2837, mentre ad Ancona 68 domande su 1129. 

Prove di pace tra Renzi e Bersani: “Beviamo un caffe?”, “Non c’è tempo, ma in bocca al lupo”
Oggi Renzi ha teso la mano a Bersani e viceversa. Prove di pace, insomma, in vista dei risultati finali. “Caro Bersani, siamo entrambi a Milano – è stato l’approccio del sindaco di Firenze – Ci prendiamo un caffè insieme e facciamo un appello alla serenità per domani?”. Una distensione dopo la lite quasi “h24” che ha contraddistinto gli ultimi tre giorni e questo quasi esclusivamente sulle regole per votare. Renzi era arrivato a parlare di “rischio brogli”. Dall’altra parte Bersani aveva chiesto di non “sfregiare” la portata della grande mobilitazione di domenica scorsa. I toni si sono distesi, tanto che Renzi corregge un po’ il tiro: “Se vince Bersani nessuno griderà ai brogli” assicura durante il suo intervento a Milano per la chiusura della campagna elettorale. Anzi: “Rispetteremo il risultato con il sorriso sulle labbra. Certo ci gireranno un po’ le scatole se perdiamo”.

La prima risposta è arrivata dal deputato Walter Verini: “Alla luce di quello che sta succedendo più che un caffè, suggerirei specialmente a Renzi una robusta camomilla”. In realtà la risposta di Bersani è stata ugualmente “morbida”: “Non solo un caffè, ma anche un pranzo quando c’è l’occasione”. Non c’è tempo perché il percorso delle tappe dell’ultimo giorno di campagna elettorale è stato serrato. Il caffè dunque è rimandato “solo per problemi logistici. Ma ho detto che siamo tutti nello stesso squadrone”.

Intanto una rassicurazione su ciò che potrà avvenire domani arriva dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri: “Ho allertato i prefetti perché tutto possa svolgersi nella maniera più serena, ma non abbiamo timori particolari”. “Non ho motivi di pensare – ha aggiunto il ministro – che la consultazione non possa svolgersi nella maniera più serena, ma qualunque manifestazione elettorale richiede una sensibilizzazione sul territorio”.

Bersani: “Basta polemiche, andiamo a votare e facciamo una festa”
Anche Bersani vuole chiudere le polemiche, dunque. “Capisco che Renzi non ha condiviso queste regole ma adesso cerchiamo di chiuderla lì e di applicarle queste regole – dice il segretario del Pd – Andiamo a votare con serenità e facciamo una grande festa della democrazia. Stiamo facendo una cosa meravigliosa. Anche da me viene gente che vuole venire a votare e io dico che possono venire ma nel rispetto delle regole. Queste sono primarie vere, c’è tensione, il dibattito è stato forte ma ci ha fatto crescere. Siamo affluenti che portano consenso e risorse umane al grande fiume dei progressisti”. Bersani augura a Renzi “in bocca al lupo”. Quanto al dopo primarie, “i contatti con Renzi – sostiene il segretario Pd a Tgcom24 – non mancano, ci sono le condizioni perché chiuse queste belle giornate di festa si lavori insieme. Non dobbiamo dare l’idea che facciamo le primarie per poi fare qualche accomodamento, poi si vedrà”.

“Matteo – continua Bersani – sulle regole ha opinioni diverse. Ma sono sicuro che in queste ore maturerà l’intenzione di rispettarle”. “Matteo, io e tutti – conclude – vorremo fare di domani ancora un giorno di festa per la democrazia. Sono sicuro che questo è anche lo spirito di Renzi. Bersani si dice convinto che “adesso tutti quanti conveniamo sul fatto che queste regole vadano rispettate”. E il segretario si rivolge anche ai suoi elettori: “Andate a votare ma strettamente dentro alle regole che ci siamo dati”.

Quanto al Movimento Cinque Stelle “è una forza che sarà in Parlamento. Potrebbe essere una forza chiamata a governare”. “Quando arriva un ragazzo del Movimento Cinque Stelle – ha aggiunto – dico ‘vieni che discutiamo, parlami di rete, di costi della politica”. La domanda però che gli pone il segretario del Pd è: “Come fai ad accettare uno che ti detta il compito senza mai vederlo in faccia, senza potergli fare una domanda?”.

Renzi: “Sulla giustizia sociale sono più avanti, ma la cena con i finanzieri la rifarei”
Eppure Renzi in ogni caso tende, sì, la mano, ma non perde occasione per rilanciare. “Le registrazioni fatte entro venerdì per me e secondo quello che ha detto Berlinguer sono regolari, se i comitati provinciali avranno delle motivazioni per dire che non lo sono toccherà a loro decidere nel merito. Un partito deve agevolare la partecipazione e non respingerla so che ancora molti comitati provinciali stanno discutendo, e se ho capito bene anche Milano è ancora in sospeso”. Il sindaco di Firenze ha sottolineato però che “in queste ultime ore non voglio stare a litigare e discutere su queste vicende”.

E rilancia sui temi concreti. “Sulla giustizia sociale sono più avanti di Bersani” ha detto Renzi che ha ammesso però di “non essere riuscito a far passare questo concetto”. “Rifarei la cena con i finanzieri – ha sottolineato – ma mediaticamente è stato un autogol. Le nostre proposte su questo tema sono serie a partire da quella sul servizio civile obbligatorio”. Secondo Renzi, invece, “con riforme come quella di Berlinguer è stata umiliata una generazione di persone che devono andare a insegnare”. 

Puppato: “Sto con Bersani, garantisce il mio programma”
A Bersani, dopo quello di Nichi Vendola, arriva anche il sostegno di un altro candidato alle primarie: Laura Puppato. “Le recenti dichiarazioni di Bersani – dichiara la capogruppo Pd alla Regione Veneto e presidente del Forum Nazionale Ambiente del Pd – sulla necessità di attivare fin da subito un grande piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale come da me richiesto, insieme alla sua esplicita volontà di inserire quali priorità per il prossimo governo i temi della mobilità sostenibile, l’efficentamento energetico e la riconversione ecologica dell’industria, nonché il grande e dimenticato tema dei beni culturali, quali fonte di lavoro e contrasto efficace alla recessione, individuano in lui il candidato più vicino al tema-cuore del mio programma politico”. A Bersani arriva anche l’appoggio al ballottaggio di Diritti e libertà, la nuova formazione dei fuoriusciti dell’Italia dei Valori: “Il segretario del Pd – dice il portavoce Massimo Donadi – è il candidato ideale per federare la coalizione di centrosinistra. Votare Bersani significa anche superare la fase del governo tecnico e imporre uno stop ai sostenitori del Monti bis”.

Il sindaco: “Tra noi e loro 20 differenze”
Questo però non esclude di rimarcare ancora una volta la differenza tra i due rivali al ballottaggio. “Noi e loro“: così il sindaco di Firenze marca la divisione tra se stesso e i suoi sostenitori, da una parte, e gli altri del centrosinistra, in un lungo intervento pubblicato su facebook. Sono 20 le differenze indicate da Renzi tra “noi e loro”, la prima delle quali dedicata a al finanziamento pubblico ai partiti. 

Al secondo posto del lungo elenco di differenze, Renzi indica il campo in cui si muovono i due schieramenti. “Noi abbiamo la vocazione maggioritaria. Loro hanno la vocazione minoritaria. E allora va bene chiunque, da Diliberto fino a Casini. Però poi non si governa. E la triste fine dell’Unione lo dimostra”. Poi, le famose regole. “Noi abbiamo rispettato tutte le regole – scrive il rottamatore – E le pagine a pagamento comprate non erano per Renzi, ma per invitare al ballottaggio. Loro hanno scritto tutte le regole, ma si sono dimenticate di rispettarle”. E, ancora, vitalizi, spese on line, green economy, fino all’ultima stoccata, ancora a D’Alema: “Noi se perdiamo saremo leali fino alla fine della campagna elettorale. Loro – dice D’Alema – diranno che è finito il centrosinistra”.

“Ci sono due idee di futuro da scegliere, domani – conclude Renzi – Noi ci abbiamo messo il cuore. Siamo andati controcorrente e ci abbiamo provato. Adesso non dipende più solo da noi. Dipende da chi tornerà a fare la fila. Dipende dall’impegno di ciascuno di noi. La partita è fattibile. Deciderà qualche migliaio di voti. Da parte mia solo grazie. Nient’altro che grazie. Mi avete permesso di fare un’esperienza umana incredibile. Se mi darete la fiducia per cambiare l’Italia proveremo a farlo insieme. Un sorriso, Matteo”.

Casini: “Renzi è un Berlusconi di sinistra”
Nel ping pong tra Renzi e Bersani si inserisce – di nuovo – Casini, protagonista a suo modo delle primarie perché spesso è tornato a più riprese l’argomento di un eventuale alleanza tra centrosinistra e Udc. Prima si è augurato che domani “trovi pace”. Poi ha rincarato la dose. “Renzi fa promesse berlusconiane, è una sorta di Berlusconi della sinistra” ha affermato. “Non so – ha proseguito – dove troverà i 20 miliardi per dare cento euro a famiglia come ha promesso nella campagna elettorale per le primarie”. Secondo Casini, è stato il “voto di protesta” a premiare Renzi con il buon risultato del primo turno delle primarie.