Matteo Renzi può piacere o meno, ma una cosa è certa: non si può presentare un esposto contro un candidato che invita semplicemente a votare al ballottaggio di domenica prossima comprando una pagina sui giornali. Senza neppure suggerire per chi votare, peraltro. È normale che non solo Pierluigi Bersani, ma anche Vendola, Puppato e Tabacci, fuori dai ballottaggi, si prestino a questo atto burocratico da vecchio apparato sovietico? Premettendo che sono sicuro che vincerà Bersani in qualsiasi caso, è normale un partito che non vuole attirare elettori ai seggi? È normale un apparato che si arrocca dietro regole arzigogolate e cervellotiche che puntano esclusivamente a sfavorire l’avversario?

Se tutto questo è normale, democratico e progressista, chiedo scusa e mi taccio. Se tutto questo, invece, ha un tocco orwelliano, vi prego di fermarvi a riflettere ed evitare errori del genere. Inutile riempirsi la bocca di democrazia diretta e partecipazione dal basso se poi si pretende di selezionare eugeneticamente la base elettorale secondo strani e incomprensibili criteri. Cosa ci chiederanno ai seggi domenica prossima? Se portiamo la kefiah? Se abbiamo letto Il Maestro e Margherita? Se ascoltiamo Vecchioni e De Gregori o andiamo in visibilio per i film di Bellocchio?

Fermatevi, finché siete in tempo, perché vi state coprendo di ridicolo.