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Pdl, continua il tira e molla primarie: “Sit-in finché Alfano non le confermerà”

Proseguono le manifestazioni contro l'azzeramento delle consultazioni iniziate ieri davanti alla sede del partito a Roma. Berlusconi insiste a dire che la decisione sarà presa dall'ufficio di presidenza, ma la Meloni non sembra convinta: "C'è già stata la delibera in questo senso, mi auguro non si voglia tornare indietro"
Pdl, continua il tira e molla primarie: “Sit-in finché Alfano non le confermerà”
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Proseguono anche oggi i sit-in e i presidi davanti alla sede del Pdl, in via dell’Umiltà a Roma. Le manifestazioni contro l’azzeramento delle primarie sono iniziate ieri, giorno in cui sono scaduti i termini per la presentazione delle firme a sostegno delle candidature. A manifestare affinché le primarie si facciano comunque, nonostante l’intenzione di Silvio Berlusconi di tornare in campo e lanciare una nuova formazione politica, sono innanzitutto alcuni ex An, capitanati da Fabio Rampelli, che spiega: “Il sit-in proseguirà finché il segretario Alfano non confermerà le primarie”. “La mobilitazione, sullo stesso tema, di altri ambienti del PdL dovrebbe indurre gli osservatori ad apprezzare un’unità di vedute e d’intenti invece che a fantasticare su divaricazioni inesistenti che, oltretutto, quando ci sono state, nessuno ha mai nascosto”.

Anche il coordinatore provinciale di Roma, Francesco Lollobrigida, aveva annunciato per questa mattina un presidio davanti alla sede al moto di “Indietro non si torna”. Dello stesso avviso Andrea Augello, che ieri ha dato appuntamento alle 17,30 di oggi sempre in via dell’Umiltà per un presidio a sostegno delle primarie. Appello al quale ha risposto prontamente Barbara Saltamartini, così come i consiglieri capitolini del Pdl Federico Guidi e Marco Di Cosimo

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I presidi continuano, dunque, nonostante le rassicurazioni di Silvio Berlusconi, intervenuto questa mattina alla trasmissione di Maurizio Belpietro La Telefonata: “Le primarie del Pdl stanno andando avanti”, ha detto Berlusconi, ma se si faranno o no “è una domanda da rivolgere ai vertici del partito. Sarà l’ufficio di presidenza che dovrà prendere le decisioni”.

Le parole di Berlusconi non sembrano convincere Giorgia Meloni, che già ieri si era espressa con decisione sull’argomento: “Quando si dice che sulle primarie deciderà l’ufficio di presidenza, vorrei ricordare che l’ufficio di presidenza ha già deliberato questa decisione. Mi auguro che non si voglia tornare indietro, io sono in campo e non rinuncio alla mia candidatura, faccio quello che posso, anche se dovesse candidarsi Berlusconi”, ha ribadito la Meloni, che si è unita ai manifestanti in via dell’Umiltà. Al presidio non si vedono bandiere del Pdl, solo tanti tricolori e uno striscione con su scritto: “Primarie senza paura“. Lo slogan più gridato al megafono è “Partecipazione popolare! Le primarie non possono saltare!”, ma il diretto interessato, Angelino Alfano, non lo può sentire: il segretario del Pdl, infatti, oggi non è in sede.

Nel pomeriggio, una decina di manifestanti hanno organizzato un flash mob davanti palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, per chiedere che le primarie non vengano annullate. Tra i manifestanti c’è anche l’europarlamentare Roberta Angelilli. I manifestanti, con grossi cerotti sulle labbra e alcune maschere bianche sul volto, hanno esposto una serie di cartelli con su scritto: “Primarie Subito”, “Nessun passo indietro” e “Parola d’ordine: partecipare”. Anche in questa circostanza, come nel caso di Alfano, il destinatario delle proteste non è presente: Berlusconi, infatti, non è a Roma.

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