L’euro è il dito, ma la Ue è la luna, la sua parte nascosta, di cui si sa poco o nulla”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, in un post critico nei confronti dell’Unione europea. “L’italiano è più a conoscenza dei dibattiti del Senato americano che delle decisioni prese a Bruxelles. Forse perché non c’è molto da dire di un luogo che assomiglia a un club Med, a un dolce esilio dei trombati alle elezioni nazionali come Mastella”, scrive Grillo. “L’annullamento della politica europea, sostituita nei fatti da un’unione bancaria europea, non è quello che volevano i padri fondatori Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman. L’Europa non è una banca, ma una somma di popoli e di civiltà millenarie. Prima dell’euro era necessario creare le fondamenta di regole comuni, ad esempio di politiche per la Difesa e per la fiscalità. Siamo passati dall’Europa di Giulio Cesare e Carlo Magno all’Europa dello spread”, prosegue il fondatore del M5S. “I partiti italiani usano la Ue come un alibi, alla bisogna, quando serve, come per la Tav in val di Susa, che in realtà non vuole più nessuno in Europa, oppure la ignorano completamente, come avviene per il falso in bilancio, la legge anti corruzione (che ci viene chiesta dal 1999), il conflitto di interessi, l’elezione di condannati in Parlamento e per tutte le immani porcate per le quali siamo ‘calpestati e derisi’ – dice ancora Grillo – Il potere della Ue è sanzionatorio: se non applichi le sue direttive paghi la multa”.

“Se, ad esempio, non si ottempera alle direttive in materia di ambiente, il cittadino italiano (incolpevole) paga multe salatissime. L’Italia è sanzionata ogni anno per centinaia di milioni di euro per truffe ai danni della Ue. Primatista assoluta”, si legge ancora sul blog di Grillo. “Multare il cittadino incolpevole (le tasse alla fine le paga lui) a causa dell’inefficienza e della corruzione della politica è come bastonare un asino sfinito dalla mola. Il ‘Dio lo vuole’ delle Crociate è stato sostituito dai partiti con ‘L’Europa lo vuole’, anche quando quest’ultima non vuole proprio nulla, come nel caso degli inceneritori nati come i funghi (specie amanita falloide) in Italia, ribattezzati “termovalorizzatori” dai pdimenoellini, che alla forma ci tengono”, prosegue. “I soldi dell’Europa, mitici e inesistenti. I fondi europei, grande presa per i fondelli. Ogni anno destiniamo alla Ue circa 12 miliardi di euro, ne ritornano, quando va bene, nove che, in prevalenza, finiscono alle Regioni dove le mafie sono più presenti: Campania, Calabria e Sicilia. I tre miliardi di differenza vanno altrove. E’ l’Italia a finanziare la UE, non il contrario”, scrive Grillo.