“Non faremo una campagna elettorale contro Monti“. Dopo la conferenza stampa di Villa Gernetto dopo la sentenza che lo ha condannato a 4 anni Silvio Berlusconi sembra fare una giravolta su se stesso e tornare indietro. In quel caso l’ex presidente del Consiglio, oltre a rimettere in campo la necessità di riformare la giustizia (a traino della sua condanna), aveva detto: “Nei prossimi giorni, assieme ai miei collaboratori, decideremo se continuare o togliere la fiducia al governo“. E ancora pochi giorni prima si era dimostrato invece più indulgente con il Professore: “Ha fatto quel che ha potuto. Ha commesso anche errori, alcuni riparabili. Ma la direzioni riformatrice è chiara”. Oggi il Cavaliere sembra rassicurare di nuovo l’esecutivo: nessuna campagna elettorale con al centro Monti. “Ma siamo convinti – spiega Berlusconi – che l’austerità imposta dall’Unione europea, a noi come ad altri paesi, su pressione di una Germania che svolge un ruolo da paese egemone, con un’egemonia non solidale ma egoista, abbia immesso l’economia in spirale recessiva senza fine”.

Le dichiarazioni di Berlusconi sono del 29 ottobre scorso: l’ex capo del governo in quell’occasione stava parlando con Bruno Vespa per il nuovo libro del conduttore televisivo “Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Monti”, in uscita dall’8 novembre.

Il Cavaliere parla anche di legge elettorale: i tempi per modificarla ci sono e quindi non è urgente mollare tutto e votare a febbraio (come proposto dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. “I tempi per una nuova legge elettorale – sostiene – ci sono tutti. Quanto alla spina da staccare, dipenderà dall’accettazione o meno da parte del governo delle nostre richieste di modifica alla legge di stabilità. Siamo dentro una spirale recessiva, dobbiamo assolutamente uscirne al più presto invertendo la nostra politica economica”.

A proposito di legge elettorale, secondo il Cavaliere, è il Pd a volere il Porcellum, “non noi”. “A mio giudizio – ha detto –  il sistema migliore è lo spagnolo, che comporta un’alta soglia di sbarramento. Converrebbe anche al Pd, perché privilegia i primi due partiti, funziona benissimo e garantisce la governabilità in Parlamento”. Le preferenze? “Sono un’anomalia italiana. Io sono letteralmente terrorizzato dal voto di scambio. Non si dimentichi che Fiorito nel Lazio e Zambetti in Lombardia sono stati eletti con le preferenze”. E’ un fatto, tuttavia, che per il momento in commissione l’unico testo approvato per la riforma della legge elettorale prevede le preferenze ed è stato proposto e sostenuto convintamente dal Pdl, oltre che dalla Lega Nord e dall’Udc.