Tornano i blocchi davanti all’Ikea a Piacenza e anche i feriti. C’è infatti stata ancora tensione  ai cancelli dello stabilimento di Le Mose in mattinata con i facchini, sostenuti dal sindacato Cobas, che dalle prime ore dell’alba hanno ritentato il picchetto ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine. “Hanno fatto arrivare due pullman di lavoratori da altri stabilimenti per sostituirci” hanno denunciato, cercando di fermare quella che ai loro occhi è parsa una discriminazione verso le loro rivendicazioni

Si deve invertire il detto però, visto che oltre alla beffa – o ritenuta tale – si è verificato anche il danno perché i lavoratori hanno segnalato un ferito, rimasto colpito alla testa dalle forze dell’ordine che cercavano di dividere gli operai fuori dai cancelli da quelli che volevano entrare (che fossero dei sostituti chiamati dalle cooperative o già dell’azienda è ancora da verificare).

“E’ stata solo un’azione di contenimento e per non far incontrare i due gruppi di lavoratori” ha spiegato il dirigente della Squadra mobile, Stefano Vernelli che si trova sul posto per mantenere l’ordine nell’area. Comunque le manifestazione continuano e non si fermeranno, ha annunciato il segretario nazionale Cobas, Aldo Milani: “I poliziotti hanno iniziato a manganellare per far entrare persone esterne all’azienda, un ferito è all’ospedale e altri tre o quattro sono rimasti contusi – per questo ha confermato – ora andremo all’Ispettorato del Lavoro perché non possono sostituire i lavoratori ma da sabato riprenderemo le iniziative davanti agli stabilimenti Ikea in tutta Italia, vogliamo far vedere sotto il tappeto quanta polvere c’è nell’Ikea”.

Non si sono fatte attendere le precisazioni da parte del Consorzio Cgs, formato dalle cooperative che hanno in carico i lavoratori Ikea (Crystal, San Martino e Euroservice). Sono arrivate per bocca di Paolo Rebecchi, su mandato del presidente Giampiero Gortanutti: “A noi non risultano lavoratori arrivati da fuori. Sono quelli che di norma lavorano nel magazzino” ha spiegato Rebecchi. Anche per quanto riguarda gli scontri il portavoce del Consorzio ha voluto smentire quanto sostenuto dai Cobas: “A noi non risultano scontri, noi che eravamo li non possiamo confermare questa versione”.