Il Consiglio dei ministri ha deciso di chiedere il ritiro delle dimissioni dei membri della commissione Grandi rischi per i fatti relativi al terremoto dell’Aquila. La decisione della Commissione era arrivata per protesta dopo la sentenza del Tribunale de l’Aquila, che ha condannato gli imputati in tutto a sei anni di reclusione in primo grado. Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende dall’Ansa , dopo averne parlato ha accettato di chiedere il ritiro delle dimissioni dei membri della commissione Grandi rischi.

E lo ha fatto con una lettera del segretario generale di palazzo Chigi, Manlio Strano, che ha scritto una lettera al professor Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, per chiedere a tutti i membri della commissione Grandi rischi di ritirare le proprie dimissioni. Nella missiva, a quanto si è appreso, Strano riconosce “le ricadute negative e il disagio psicologico” che può avere provocato la sentenza di condanna del tribunale dell’Aquila. Tuttavia, “i dimissionari sono invitati a recedere dai loro propositi, anche nella considerazione che la comunità scientifica ha il compito di assicurare il proprio apporto”, ha sottolineato Strano.

Il presidente dimissionario della Commissione, il fisico Luciano Maiani, ha commentato: “Ancora non mi è stato comunicato niente dal governo, devo capire il contesto, ma se ci convocano valuteremo il da farsi”. E poi ha aggiunto: “Per il momento siamo in attesa, non possiamo dire nulla senza una comunicazione ufficiale”. Maiani ha detto di aver convocato nei giorni scorsi, per il 30 ottobre, una riunione dell’ufficio di presidenza della commissione Grandi rischi per esaminare la questione delle dimissioni. Esiste quindi un periodo-finestra, fino al 30 ottobre, nel quale la situazioni potrebbe cambiare.

Che la questione dei componenti della commissione finisse in Cdm era stato annunciato dal ministro Corrado Clini il quale, per parte sua, ha già respinto le dimissioni del presidente dell’Ispra De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile, e parlato di “solidarietà alla comunità scientifica da parte del governo”.I responsabili, ritenuti colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, sono appunto Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.