L’iter di elaborazione e approvazione di un decreto che effettivamente costringa – o almeno spinga – i comuni a ridurre in modo significativo i consumi di corrente elettrica per la illuminazione pubblica è appena cominciato. Ma la decisione in termini di principio e di linea programmatica è stata presa dall’esecutivo e per la prima volta in Europa un governo dice esplicitamente ai comuni che occorre ridurre l’illuminazione. Insomma, non basta il passaggio a lampade via via più efficienti per consumare di meno. A ispirare la decisione governativa è stato il superconsulente della “spending review”, il “commissario” esploratore ai tagli Enrico Bondi. E a ispirare Bondi è stata la associazione Cielo Buio, un piccolo gruppo di esperti e appassionati che ha tenuto viva l’attenzione sul tema degli sprechi di corrente e di luce in Italia.

C’è un retroscena, anche se le cose sono andate molto semplicemente. Quando Bondi ha aperto le consultazioni on line per segnalare gli sprechi ha ricevuto tra i primi un documento di Cielo Buio, rimanendo particolarmente colpito dal dato che il consumo medio (pubblico) per abitante è in Italia è di 110 kilowattora e in Gran Bretagna di 42. Nella sua conferenza stampa serale di bilancio della consultazione Bondi aveva citato piuttosto per esteso proprio questo rapporto. Fabio Falchi, presidente dell’associazione, ha telefonato alla segreteria del commissario per ringraziare della citazione. E ha parlato direttamente con lui che in quell’occasione ha chiesto un più ampio documento ad uso del governo, raccomandando discrezione. Falchi e i suoi collaboratori ci hanno lavorato, gratis, a luglio e agosto. E poco dopo Ferragosto hanno spedito la relazione. Dovevano in particolare cercare di sciogliere i nodi sul tema della sicurezza sia del traffico che contro la microcriminalità, che a parere di Cielo Buio non diminuisce se le luci si spengono o si abbassano.

Hanno poi cercato di dare un’articolazione “da governo nazionale” dei loro obiettivi, individuando come principale parametro il calo dei consumi rispetto a quelli del 2011. I comuni devono comunicarli e documentarne il calo graduale di anno in anno, fino ad arrivare a una media “all’inglese” in 5 o 6 anni. Alla domanda se si può ottenere questa riduzione con nuove lampade senza spegnere luci o ridurre gli orari di illuminazione Falchi risponde: “No, a meno che non si aumentino i costi delle tecnologie, degli impianti e delle manutenzioni”. Cielo Buio ha incontrato il commissario Bondi una sola volta agli inizi di settembre per discutere del documento. Poi Falchi e i suoi collaboratori, che avevano gelosamente conservato una sorta di segreto istruttorio, hanno atteso cosa sarebbe venuto fuori dal governo. Ci poteva essere un veto degli Interni o dei Trasporti che, invece, non c’è stato.