Il terremoto islamico e anti-occidentale non si ferma, ma anzi si diffonde. E così, questa mattina, due presunti membri delle forze di polizia afghana hanno sparato contro membri dell’Isaf, la forza della Nato in Afghanistan, uccidendo quattro soldati stranieri nel sud del Paese. A ciò si aggiunge l’attentato di questa notte alla caserma di Camp Bastion, nel sud dell’Afghanistan, in cui hanno perso la vita due marines americani. Contemporaneamente il dipartimento di Stato Usa ha deciso di evacuare le ambasciate di Tunisi e Khartoum (Sudan), consigliando di non recarsi in questi Paesi. Per la morte dell’ambasciatore americano Stevens e di altri 3 funzionari a Bengasi, la Libia annuncia l’arresto di 50 persone. Dal medioriente agli Stati uniti, l’allarme non si placa. E così, ieri sera, a Chicago, l’Fbi ha arrestato un diciottenne americano che aveva in programma di eseguire un attentato in nome della jhiad. Sempre in queste ore, gli agenti stanno interrogando Nakoula Basseley Nakoula, l’autore del film su Maometto che due giorni fa ha fatto scoppiare incidenti e proteste nel mondo islamico e non.  

MORTI QUATTRO MILITARI ISAF –  E’ di quattro militari dell’Isaf e un attentatore ucciso il bilancio dell’ultimo attacco talebano in Afghanistan, comunica la forza Nato, senza specificare la nazionalità delle vittime. Si tratta del secondo episodio di ‘attacco interno’ in meno di 12 ore: ieri un presunto membro della polizia locale afgana ha ucciso due soldati nella provincia meridionale dell’Helmand. In totale 51 membri dell’Isaf sono stati uccisi da agenti o militari afgani nel 2012, in circa 37 episodi di attacchi interni. 

USA RITIRANO PERSONALE DA AMBASCIATE IN TUNISIA E SUDAN – Gli Stati Uniti evacuano le ambasciate di Tunisi e Khartoum, ordinando alle famiglie e al personale non essenziale di abbandonarle. E ai cittadini americani chiedono di lasciare la Tunisia su voli di linea e comunque sconsigliano di viaggiare in quel Paese e in Sudan. L’allarme del Dipartimento di Stato arriva in una giornata di calma relativa nei paesi della primavera araba dopo le proteste violente dei giorni scorsi nei confronti del film anti-islam. Agitazioni che metteranno alla prova la diplomazia americana e il presidente Barack Obama. L’amministrazione – secondo indiscrezioni riportate dalla stampa – ritiene che “le proteste violente nei paesi musulmani possano presagire a una crisi prolungata con conseguenze diplomatiche e politiche imprevedibili”.

ARRESTATE 50 PERSONE PER L’ATTACCO AD AMBASCIATA USA A BENGASI – Le autorità libiche hanno arrestato una cinquantina di persone, accusate di essere coinvolte nell’assalto al consolato statunitense a Bengasi, dove ha trovato la morte anche l’ambasciatore americano Christopher Stevens e antri tre funzionari. Lo ha annunciato il presidente del Parlamento libico, Mohammed al-Megaryef, in un’intervista alla Cbs. Al-Megaryef ha detto che un piccolo gruppo provengono dal Mali e dall’Algeria.

AUTORE FILM SU MAOMETTO SENTITO DALL’FBI – La polizia di Los Angeles la notte del 15 settembre ha prelevato da casa Nakoula Basseley Nakoula l’uomo ritenuto l’autore del film su Maometto che ha provocato le rivolte nel mondo arabo. Secondo quanto riporta il Los Angeles Times, poco dopo la mezzanotte gli agenti hanno scortato in un’auto un uomo, che si era coperto il volto con un fazzoletto, per portarlo, come è stato precisato in seguito, alla centrale di Cerrito per interrogarlo.

DUE MILITARI UCCISI E NOVE FERITI NELL’ATTACCO A CASERMA BRITANNICA – E’ della notte del 14 settembre invece l’attacco, rivendicato poi dai talebani, sempre nella provincia meridionale afghana dell’Helmand alla base militare di Camp Bastion, caserma britannica che ospita tra gli altri il principe Harry ed è base Isaf. Oggi sono stati resi i dettagli dell’operazione compiuta in cui hanno perso la vita due militari americani. La Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) comunica che erano ben “tre i commando di talebani” entrati il 14 settembre a Camp Bastion. Gli uomini “indossavano uniformi dell’esercito americano” ed erano “ben equipaggiati, addestrati e preparati”. La sera di venerdì, scrive l’Ansa in un comunicato arrivatogli dall’Isaf, “approssimativamente 15 insorti hanno realizzato un attacco ben coordinato contro la base aerea di Camp Bastion, penetrando in un punto della recinzione perimetrale. Con indosso uniformi dell’esercito Usa – si aggiunge – e dotati di armi automatiche lanciatori di razzi RPG e giubbotti imbottiti di esplosivo, gli insorti hanno attaccato velivoli (aerei ed elicotteri) della Coalizione parcheggiati sulla linea di volo, hangar ed altri edifici”. 

Il bilancio dell’operazione è stato di “sei aerei AV-8B Harrier distrutti e due gravemente danneggiati, tre stazioni di rifornimento pure distrutte e sei hangar di struttura leggera danneggiati in varia misura”. Per quanto riguarda invece le vittime, si dice infine, “14 insorti sono stati uccisi ed uno, ferito, è stato invece arrestato, mentre due soldati Isaf sono morti e nove altre persone (otto militari ed un civile) sono rimasti feriti, non da mettere in pericolo la loro vita”.

DICIOTTENNE PIANIFICAVA DI FAR ESPLODERE AUTO A CHICAGO – Intanto la tensione degli Stati Uniti, anche alla luce delle numerose proteste che ieri il film su Maometto ha scatenato nel mondo, resta alta. Oggi le autorità americane comunicano che un ragazzo diciottenne è stato arrestato a Chicago perché pianificava di far esplodere una vettura fuori da un bar della città. Il nome del giovane è Adel Daoud, cittadino statunitense, sotto osservazione da diverso tempo dalle unità antiterrorismo, da quando nell’ottobre 2011 aveva scritto email riguardanti una “jihad violenta e l’uccisione di americani”. Nel maggio 2012 due agenti dell’Fbi sotto copertura lo hanno contattato online e, durante le conversazioni mettono in evidenza dagli Usa, Daoud ha espresso “interesse nell’impegno verso una jihad violenta negli Stati Uniti e fuori”.