Pochi giorni dopo il dietrofront del governo sulle “distanze minime” delle slot machine da luoghi sensibili come scuole e ospedali, previste in principio nel decreto Balduzzi, dai Monopoli arriva la notizia del boom dei giochi: una crescita del 19,8 % in più rispetto al 2011. Si gioca di più, ma scegliendo soltanto sistemi che permettono un maggiore “pay out“. Le entrate erariali, invece, per i primi sette mesi dell’anno, sono diminuite del 10%. Ad affermarlo il direttore dei Monopoli di Stato, Luigi Magistro  in un’audizione in Commissione Finanze della Camera. “C’è uno spostamento verso i giochi che portano a vincite immediate e frequenti – ha spiegato –  ma a una più ridotta quota di utile erariale”.

Caratteristiche delle slot di ultima generazione dette VLT (Video Lottery Terminals) o del gioco “10 e Lotto“, che hanno portato a una crescita di 51,2 miliardi di euro. Per i giochi tradizionali come il Superenalotto e il gioco del Lotto, invece, la contrazione ha portato a un calo delle entrate erariali che ammonta a 4,7 miliardi. Il fenomeno è determinato da “situazioni non preventivabili” ha affermato, “probabilmente legato all’uscita di ‘numeri ritardatari’, e la mancanza di jackpot rilevanti del Superenalotto (il numero 6)”. Le minori entrate erariali delle due categorie di gioco sono stimabili, in mancanza di una inversione del trend nei restanti mesi dell’anno, in circa 550 milioni di euro su base annua.

Riduzioni a due cifre anche per i giochi a base ippica, che registrano un -31,4% scendendo a 29 milioni di incassi e per i giochi a base sportiva e il bingo che registrano un calo del 10% e 13%, e quindi a una diminuzione degli incassi pari a 10 e 13 milioni. Boom per i giochi on-line (poker e casinò), che registrano un incremento del 1.746,5%. Si passa dai 2 mln incassati a luglio del 2011 ai 42 mln di quest’anno. In aumento le entrate da lotterie che crescono del 3,2% arrivando a 873 mln (+27 mln) e l’incasso delle slot machine (+44 mln), che arrivano a un totale di 2.410 mln.

Magistro ha ricordato anche che la Relazione della commissione Antimafia dell’anno scorso, sulle infiltrazioni mafiose del gioco, stimava la raccolta effettiva nel 2006 derivante dalle slot machine in 43,5 miliardi di euro, a fronte di una raccolta ufficiale di 15,4 miliardi. Cinque anni dopo, cioè nel 2011, la raccolta ufficiale degli stessi apparecchi “è stata pari a circa 45 miliardi”; quindi “è da ritenere che una parte consistente della raccolta illegale stimata per il 2006 sia stata gradualmente assorbita dalla rete ufficiale, la quale non solo garantisce gettito erariale ma, soprattutto, presenta il vantaggio di incanalare la gestione del gioco in un circuito controllato che consente di tutelare i minori ed i soggetti più deboli e di prevenire il rischio di infiltrazioni della criminalità, anche organizzata”.