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Muore dopo otto mesi di coma in seguito a un intervento estetico, aperta un’inchiesta

I familiari hanno presentato un esposto chiedendo che vengano accertate le cause dell’improvviso deterioramento delle condizioni della donna e siano ricostruite tutte le fasi successive all’intervento. La Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo
Muore dopo otto mesi di coma in seguito a un intervento estetico, aperta un’inchiesta
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Avrebbe dovuto essere un intervento di chirurgia estetica di routine. Un’operazione programmata in una clinica privata della provincia di Vicenza, dalla quale una donna trentina di 56 anni sarebbe dovuta tornare a casa poche ore dopo. Invece, nelle ore successive all’intervento, le sue condizioni si sarebbero improvvisamente aggravate fino a farla entrare in coma, dal quale non si è più risvegliata. La donna, maestra e residente a Pergine Valsugana, è morta dopo otto mesi trascorsi in stato di coma vegetativo. Dopo un lungo periodo in una struttura riabilitativa del Trentino, un ulteriore peggioramento ha reso necessario il trasferimento all’ospedale Santa Chiara, dove è avvenuto il decesso.

Un evento sulla quale ora la magistratura vuole fare chiarezza. I familiari hanno presentato un esposto chiedendo che vengano accertate le cause dell’improvviso deterioramento delle condizioni della donna e siano ricostruite tutte le fasi successive all’intervento. La Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo. L’inchiesta dovrà stabilire, attraverso gli accertamenti medici e la documentazione sanitaria, che cosa sia accaduto nelle ore successive all’operazione e quale sia stata la causa che ha portato al gravissimo quadro neurologico e, mesi dopo, alla morte.

Il racconto del compagno restituisce quanto vissuto dalla famiglia. “Doveva essere un piccolo intervento estetico come se ne fanno tanti”, ha riferito alla stampa locale, spiegando che quella mattina i due si erano presentati nella struttura alle 8, come richiesto. Secondo il suo racconto, nessuno avrebbe potuto prevedere l’esito dell’intervento. Da quel momento è iniziato un lungo percorso tra strutture sanitarie e riabilitative, durato otto mesi. Una parentesi segnata dalla speranza di un miglioramento che non è arrivato e, infine, dal nuovo aggravamento delle condizioni fino al decesso. Ora saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a dover ricostruire la vicenda. Particolare attenzione sarà rivolta alla fase immediatamente successiva all’intervento.

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