Mario Monti, esattamente come un anno fa, è sostenuto dal mondo dell’imprenditoria. E il coro stavolta attraversa l’Italia: da Bari a Cernobbio, industriali, economisti e uomini del mondo politico chiedono al Professore di restare a Palazzo Chigi. Ma lui, ribadisce l’intenzione annunciata al momento dell’assunzione dell’incarico e prima, da Bari, chiude sottolineando che si stratta di un invito “irricevibile”. Poi, da Milano, intervistato dal Tg1, semplicemente glissa dicendo che ora non si pone la questione.

E così mentre il tam-tam pro Monti va crescendo sulle sponde del lago di Como, da Bari, dove il premier era in visita alla Fiera del Levante, arriva una prima risposta negativa: gli inviti degli imprenditori a continuare lo sforzo da parte del governo “sono simpatici ma irricevibili”. Più tardi ai microfoni di Tv7 della Rai, semplicemente glissa: “Ci sono ancora alcuni mesi impegnativi per questo governo. Sinceramente non mi pongo e credo che nessuno altro si ponga seriamente questa questione. Ma a rincarare la dose è infine l’ex premier,Romano Prodi, anche lui ospite al workshop Ambrosetti, che cerca di fare luce sulla posizione del premier e sul difficile contesto politico del Belpaese che potrebbe comportare la conferma di Monti.

“”Non voglio entrare nella politica interna italiana, ma il mandato a Monti non dipende mica dalla comunità finanziaria che è a Cernobbio, dipenderà da come vanno le elezioni: se c’è un vincitore quello prende il governo, se c’è un’impasse è probabile che si chieda a Monti di prendere il mandato”. Ai microfoni di SkyTg24 l’ex premier osserva che, in caso di “impasse”, “credo che Monti sarà ancora disposto a servire il Paese, bene, come ha fatto ancora”. Molto, secondo Prodi, “dipende dalla legge elettorale. Per ora abbiamo progetti di legge elettorale per le quali l’impasse è probabile, se avessimo una legge alla francese, come io auspico, non si porrebbe il problema dell’impasse”.

Ad aprire le danze ieri mattina è stato il numero uno di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, che proprio dalla terrazza di Villa D’Este a Cernobbio, dove un anno fa il Presidente del Consiglio è uscito allo scoperto ottenendo il placet dell’industria a prendere il posto di Silvio Berlusconi, ha detto: “Non solo lo ritengo fondamentale, ma anche estremamente probabile nel senso che soluzioni alternative potrebbero comportare gravi rischi per il Paese”. Dopo di lui è la volta dell’economista Nouriel Roubini che parlando delle prossime elezioni politiche ha detto: “Non ci sarà grande alternativa al ‘montismo’”. E ha concluso: “Non significa che dovrà necessariamente essere Monti il premier ma l’Italia per sopravvivere dovrà portare avanti le riforme e ricorrere all’aiuto della Bce e della Germania per tornare a crescere”.