Un Monti bis? Benché il premier continui a respingere l’ipotesi, sono in molti a crederci. In prima fila Enrico Tommaso Cucchiani. Il successore di Corrado Passera alla guida di Intesa Sanpaolo vicino a Luigi Bisignani lo ha detto chiaro e tondo oggi a Cernobbio dove ha partecipato al Workshop Ambrosetti, tradizionale luogo d’incontro autunnale della finanza.“Non solo lo ritengo fondamentale, ma anche estremamente probabile nel senso che soluzioni alternative potrebbero comportare gravi rischi per il Paese”, ha sottolineato il consigliere delegato della prima banca italiana.

Linea analoga per l’economista Nouriel Rubini, anche lui a Cernobbio, secondo il quale con le elezioni politiche “non ci sarà grande alternativa al montismo”, ovvero anche il prossimo governo dovrà proseguire sulla strada delle riforme intraprese.  “Non significa che dovrà necessariamente essere Monti il premier, ma l’Italia per sopravvivere dovrà portare avanti le riforme e ricorrere all’aiuto della Bce e della Germania per tornare a crescere”, ha poi precisato aggiungendo che “è altamente improbabile che il centro destra sia in grado di mettere insieme una coalizione” sufficiente a governare. E secondo l’economista è anche per questo che Silvio Berlusconi è tornato. Sarebbe, al limite, “una coalizione talmente estesa che difficilmente qualcuna delle forze potrà affermare il proprio leader e potrebbe dunque confermare Monti come primo ministro”, ha ipotizzato. 

Il centrosinistra invece “può vincere con una buona maggioranza e comunque decidere di mantenere alcuni membri dell’attuale Governo come Grilli, Passera o altri: in questo caso sarà un montismo con una facciata sociale”, per tenere sotto controllo le tensioni, ha proseguito Rubini. “Non necessariamente dovrà esserci Monti ma l’Italia per sopravvivere dovrà continuare a portare avanti le riforme avviate e per tornare a crescere ricorrere all’aiuto della Bce e della Germania”. L’opinione dell’economista sull’Italia, del resto, “è fatta di luci e ombre, c’è un governo solido, che ha la leadership e sa cosa fare, con ministri esperti, certo le cose non cambieranno dall’oggi al domani ma la direzione intrapresa dal governo è chiara”. Non solo. “Se l’Italia dovesse abbandonare la strada delle riforme potrebbe aver bisogno della Troika, questa potrebbe non essere sufficiente e dovrebbe aver bisogno di una ristrutturazione o di uscire alla fine dall’euro. Non lo sto augurando, ma per tutti gli Stati c’è il rischio che tutto vada storto e non si può escludere in assoluto un crollo dell’area euro”, ha concluso.

Oltre che per le speculazioni politiche, la giornata è stata anche l’occasione per il debutto alla kermesse di Barbara Berlusconi. La figlia minore dell’ex presidente del Consiglio è arrivata a Villa d’Este accompagnata da Geronimo La Russa, poco dopo le 14. Ha posato per i fotografi indossando un vestito estivo nero, con lunghi capelli rosso rame, ed è entrata nella sala dei lavori senza rilasciare dichiarazioni.