Siete al cinema e al vostro vicino di poltrona squilla il cellulare? Oppure durante un esame qualcuno è riuscito a copiare utilizzando uno smartphone e voi siete stati bocciati? O vi è capitato di assistere a qualche carica della polizia durante scioperi e manifestazioni al punto di volerla filmare con il cellulare? Un nuovo brevetto concesso da qualche giorno ad Apple potrebbe impedire tutto questo attraverso il blocco da remoto del vostro iPhone. Nella guerra dei brevetti che vede coinvolta l’azienda con sede a Cupertino in prima linea sono rientrate, a volte in sordina, anche alcune autorizzazioni che disegnano un futuro poco rassicurante dal punto di vista della libertà personale.

Il brevetto in questione è il numero 8254902 ed è stato rilasciato negli ultimi giorni di agosto sotto il titolo di “Apparatus and methods for enforcement of policies upon a wireless device”. Stando alle indicazioni fornite dal testo del brevetto, il sistema sarebbe in grado di modificare o disabilitare a distanza alcune funzioni di un dispositivo wireless in occasione di determinati eventi. “Questa capacità di controllo – si legge nell’introduzione del testo – è utile per diverse ragioni, come ad esempio per disabilitare il rumore e la luce provenienti da un dispositivo in una sala cinematografica, oppure per impedire a dispositivi wireless di comunicare con altri (come ad esempio nelle aule accademiche), o ancora per costringere alcuni dispositivi elettronici ad entrare nella modalità “sleep” quando ci si avvicina ad alcune zone sensibili”.

Apple ha cercato in qualche modo di dare una definizione più precisa di che cosa si intende per “zona sensibile”, ma le potenzialità di utilizzo sono praticamente infinite e questo non fa che alimentare le prime paure negli utenti. “Poiché i dispositivi wireless come telefoni cellulari, cercapersone, smartphone sono diventati onnipresenti, sempre più persone stanno portando questi oggetti in contesti sociali e professionali. Il risultato è che spesso possono infastidire, urtare e anche minacciare le persone in certi luoghi sensibili. Ad esempio i telefoni cellulari con suonerie ad alto volume possono interrompere riunioni, film, cerimonie religiose, matrimoni, funerali, conferenze e test di ammissione”.

Ma il punto delicato è il prossimo: “Operazioni di polizia o del governo possono addirittura richiedere dei blackout completi in determinate condizioni”. Per avvalorare la tesi Apple identifica il caso di un aeroporto in cui, oltre a facilitare il lavoro dell’equipaggio forzando la “modalità aereo” in tutti i dispositivi al momento della partenza, ci potrebbe essere la necessità di azzerare le comunicazioni. In caso di una minaccia terroristica o di violazioni della sicurezza, l’aeroporto potrebbe disattivare temporaneamente tutte le comunicazioni, impedendo così ai criminali di comunicare tra loro.

Ad aver messo in allarme gli utenti sembra essere proprio quest’ultimo aspetto che metterebbe gli organi di polizia nelle condizioni di oscurare completamente una zona in occasione, ad esempio, di scioperi o sommosse. Una funzione che, si legge, sarebbe ovviamente soggetta alle decisioni di governi e forze dell’ordine e non di certo dettata da scelte dell’azienda. Il sistema sfrutterebbe la geolocalizzazione del gps per identificare la zona d’intervento e agirebbe attraverso la connessione wi-fi del dispositivo. Il rilascio del brevetto ovviamente non comporta l’applicazione immediata della tecnologia nei prossimi cellulari della “mela morsicata” e, come è già successo in passato, non è nemmeno certo che questa funzione vedrà mai la luce. Ad essere per ora sicuro è invece il disegno di un certo scenario di controllo che, in qualche modo, ricorda molto da vicino le situazioni prospettate nel capolavoro di George Orwell.