L’analisi della spending review resta bloccata in Commissione Bilancio: per questo al Senato sarà esaminata solo a partire da domani. Tra gli emendamenti dei relatori c’è una nuova sforbiciata alle intercettazioni: il risparmio previsto per il 2012 è di 25 milioni e non di 20, come previsto originariamente. In questo modo gli uffici giudiziari sul territorio dovranno tagliare un po’ meno: 30 milioni anziché 35. Rispetto ai tagli agli enti locali intanto l’sos più preoccupante sembra quello dell’Upi (Unione delle Province Italiane). Il presidente Giuseppe Castiglione (che guida la Provincia di Catania) avverte: “I tagli alle Province, pari a 1 miliardo e mezzo in due anni, sono tali da mettere a rischio i servizi essenziali ai cittadini, a partire dalle scuole, e di fare prefigurare la messa in mobilità dei dipendenti delle Province. Facciamo appello ai capigruppo parlamentari perché intervengano immediatamente”. Dai dati diffusi dall’Upi “dal 2005 ad oggi lo Stato non ha trasferito alle Province nessuna risorsa per far fronte agli interventi per l’edilizia scolastica”. Solo 227 mln sono stati destinati alle scuole nell’ambito del patto per la sicurezza.

Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, ricorda che lo scorso anno le amministrazioni centrali sono state le “meno colpite dagli effetti di contenimento”, mentre per regioni, provincie e comuni il calo degli investimenti statali”è stato vicino al 20%”. Alle Regioni arriveranno 800 milioni di euro, che dovranno però cederli ai Comuni “ricadenti nel proprio territorio”. Lo prevede un emendamento al decreto sulla spending review presentato dai relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd) alla Commissione Bilancio del Senato. 

Nel frattempo è stata prorogata la riduzione di dirigenti e personale del Viminale e della Farnesina. In particolare 6 mesi in più per la riduzione dei dirigenti e del personale sia per “il personale dell’amministrazione civile dell’Interno” sia per il personale “in servizio all’estero” del ministero degli Esteri: i sindacati di Polizia (Siap, Silp per la Cgil, Coisp e Anfp) chiedono un incontro con il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, per fare chiarezza.

Il governo potrebbe andare incontro alle richieste dei Comuni allentando, nel patto di stabilità interno, i vincoli di cassa. Sarebbe questo l’emendamento al decreto sulla spending review che si sta mettendo a punto. I relatori Fratin e Giaretta dovrebbero presentarlo in giornata in commissione. “Noi i soldi li abbiamo, ma non possiamo spenderli – sbotta il sindaco di Verona Flavio Tosi – Alla fine i Comuni si arrangiano aumentando la pressione fiscale locale perché lo Stato ha via via. O si diminuiscono i servizi o si aumenta la pressione fiscale”.

La Lega: “Gioco delle tre carte, il governo dà solo 500 milioni“. In realtà il decreto sulla revisione della spesa continua a provocare non poche discussioni e polemiche, sia pure di segno diverso. Innanzitutto la Lega Nord, con il senatore Massimo Garavaglia, contesta la cifra degli 800 milioni: “Il governo dei Professori fa il gioco delle tre carte. In teoria concede 800 milioni ai comuni, prendendone 300 dai fondi già destinati ai comuni stessi e quindi in realtà ne dà solo 500”.

Bonanni: “Spending sugli enti locali, non sugli statali”. Ma le critiche più decise arrivano dai sindacati che stamani hanno organizzato un presidio per gli esodati al Pantheon. Sulla spending review “credo che Monti sia frenato dalla sua stessa maggioranza. Deve intervenire e lo sfidiamo ad aprire una discussione trasparente” ha dichiarato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni secondo il quale si deve intervenire “sulle province, sui comuni, sulle municipalizzate e sull’intera impalcatura amministrativa. Altro che dipendenti pubblici…”. Per decidere forme di mobilitazione sul pubblico impiego “aspettiamo l’incontro di lunedì con il ministro Patroni Griffi”. 

Camusso: “Strada sbagliata”. Il governo ha imboccato la strada sbagliata, invece, per il segretario della Cgil Susanna Camusso: “Il Paese non ha bisogno di disoccupazione in più ma di lavoro. Per questo riteniamo che la spending review sia una strada sbagliata”. Il decreto consiste solo in “tagli lineari ai servizi dei cittadini e un taglio lineare pesante dell’occupazione soprattutto nei territori”.

Angeletti: “Record mondiale di gente eletta”. Sulla stessa frequenza il leader della Uil Luigi Angeletti. In un botta e risposta con il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che, dopo la presa di posizione del sindacalista, secondo cui il ‘rischio-stipendi’ nei comuni è per il 90% colpa degli stessi, ha detto che Angeletti “non sa di cosa stiamo parlando”, il segretario della Uil si è affidato ai numeri. “L’Italia, a parità di popolazione e con un territorio che è quasi la metà, ha il doppio dei comuni della Francia. Nel nostro Paese ci sono 7000 imprese comunali, provinciali e regionali con altrettanti presidenti, segretari, eccetera, per fornire servizi a 60 milioni dei cittadini; in Francia ce ne sono 700 dieci volte di meno ed offrono servizi anche migliori. Quando questo signore e i suoi colleghi ridurranno tutte quelle società ad un numero decente, risparmieremo miliardi di funzionamento”, ha attaccato. “Abbiamo il record mondiale di gente eletta che amministra il paese, 135mila persone. Questi sono i numeri: Fontana li smentisca e dica se c’è qualche altro paese industrializzato con numeri simili”, ha poi concluso. 

Tetto massimo agli stipendi dei manager. E’ stato approvato un emendamento della Lega Nord (con primo firmatario Massimo Garavaglia) che pone il tetto di 300mila euro per la retribuzione a manager e dipendenti delle aziende partecipate dallo Stato, non quotate, Rai compresa. 

Rinviato il risparmio sulla locazione degli uffici Pa. Tra i provvedimenti che saranno votati tra gli emendamenti presentati dai due relatori Pd e Pdl c’è anche il rinvio di due anni, dal primo gennaio 2013 al primo gennaio 2015 la norma che prevede una rideterminazione, con un taglio del 15%, del canone di locazione per immobili dei quali sia locataria per uso istituzionale una delle amministrazioni pubbliche. Queste riduzioni devono comunque essere applicate già dal 2013 per i “contratti di locazione scaduti o rinnovati” dopo l’entrata in vigore del decreto.

Agenzie fiscali, “premi” per 13,8 milioni. Nelle agenzie fiscali ”possono essere previste posizioni organizzative di livello non dirigenziale, in numero comunque non superiore ai posti dirigenziali coperti alla data di entrata in vigore della presente legge ed effettivamente soppressi, e in ogni caso non oltre 380 unità complessive, nei limiti del risparmio di spesa conseguente alla riduzione delle posizioni dirigenziali” e “in misura non superiore a 13,8 milioni di euro”.Queste risorse, spiega un  serviranno per le “indennità di posizione” di questo personale.

Nuove regole per la cessione di società in-house. Via libera alle nuove regole per la cessione delle società in house. La commissione Bilancio del Senato ha approvato nella notte un emendamento dei relatori che modifica l’articolo 4 del decreto spending review, eliminando il meccanismo automatico per la messa in liquidazione o privatizzazione delle società in house, che sarà sostituito da una procedura di verifica sull’attività delle aziende. 

L’Arsenale di Venezia passa al Comune. Un emendamento dei relatori prevede anche l’Arsenale di Venezia “in ragione delle caratteristiche storiche e ambientali è trasferito in proprietà al Comune, che ne assicura l’inalienabilità, l’indivisibilità e la valorizzazione attraverso l’affidamento della gestione e lo sviluppo alla Società Arsenale di Venezia Spa”.

Almeno 120 giorni per la prelazione delle case degli enti. Gli inquilini che vogliono comprarela casa dell’ente previdenziale in cui abitano e che hanno per questo un diritto di prelazione, hanno un tempo che “non può essere inferiore a 120 giorni a decorrere dalla ricezione dell’invito dell’ente”. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto sulla spending review, che trova motivazione nelle “particolari condizioni del mercato immobiliare” e nella “difficoltà di accesso al credito”.

Sempre per facilitare le dismissioni delle case degli enti “l’eventuale sconto offerto dagli enti proprietari a condizione che il conduttore conferisca mandato irrevocabile” spetta in ogni caso “al conduttore di immobili non di pregio anche in assenza di conferimento del mandato”.

Salvi ufficiali e promozioni Gdf e carabinieri. Arma dei Carabinieri, Corpi della Guardia di Finanza, delle Capitanerie di porto e della Polizia Penitenziaria non vedranno ridotto il numero di ufficiali e nemmeno quello delle promozioni, come invece accadra’ invece per il resto delle Forze armate. 

Sciopero delle farmacie. Altro fronte rovente è quello delle farmacie. Oggi sono rimaste abbassate le saracinesche dei negozi che aderiscono a Federfarma (sono garantite le aperture delle farmacie di turno e quelle comunali). In molti esercizi sono stati affissi manifesti e volantini con le motivazioni della protesta: “Caro cittadino, protesta con il tuo farmacista”. Alcuni titolari insieme con i dottori che vi lavorano sostano davanti alle vetrine chiuse per spiegare cosa sta accendendo a chi arriva convinto di trovarci aperti.

“Il governo taglia i farmaci per i cittadini e non interviene sugli sprechi”, si legge nel manifesto di una farmacia romana dove c’è anche l’invito rivolto ai clienti a protestare insieme con i farmacisti “per continuare a disporre dei farmaci necessari alla salute e per non perdere la tua farmacia sotto casa”. I tagli previsti dal decreto sulla spending review, ha ricordato ieri Federfarma ( che riunisce circa 16 mila titolari di farmacia) “rappresentano una misura iniqua e insostenibile per le farmacie italiane”.

Ieri sera Fratin e Giaretta hanno presentato un emendamento che elimina la norma che incrementava da 1,82 a 3,65 punti percentuali l’ulteriore quota che il Servizio sanitario nazionale trattiene a titolo di sconto, a valere sulla percentuale di spettanza del farmacista. Eliminato anche l’aumento da 1,83 a 6,5 punti della misura percentuale delle somme che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle regioni, in rapporto al prezzo di vendita al pubblico dei medicinali erogati in regime di Servizio sanitario nazionale. Ma Federfarma ha confermato la serrata e precisa: “Non è una norma salva-farmacie, è solo un provvedimento di giustizia”.

Rischio Irpef più alta da 2013 per otto regioni. Le otto regioni in disavanzosanitario (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) potranno anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell’aliquota addizionale regionale Irpef, dallo 0,5% all’1,1%. Lo prevede un emendamento del Pdl alla spending review approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. ”Le regioni sottoposte al piano distabilizzazione finanziaria” potranno “disporre con propria legge l’anticipo all’anno 2013 della maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche”, in base al decreto legislativo di maggio 2011 che prevedeva l’aumento dell’addizionale a 1,1 punti percentuali ma dal 2014.