La famiglia Borsellino si schiera con Roberto Scarpinato, del quale “condivide ogni parola della lettera emozionante” per Paolo, ed esprime “sdegno per la richiesta” di apertura di un procedimento disciplinare del Csm, su sollecitazione del membro laico Nicolò Zanon (Pdl), per il procuratore generale di Caltanissetta. E’ una presa di posizione netta quella che i familiari del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio prendono contro il Consiglio superiore della magistratura che ha già assegnato la pratica per valutare il comportamento del pg di Caltanissetta che durante la cerimonia per il ventennale in un “lettera a Paolo Borsellino” aveva, tra l’altro, detto: “Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra la negazione dei valori di giustizia e legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere”. 


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“Condivido – dice Agnese Piraino Leto vedova di Borsellino – ogni parola della lettera emozionante con la quale Roberto Scarpinato si è rivolto a Paolo. Non avrei mai immaginato che alcuni stralci di quella lettera inducessero un membro laico del Csm a chiedere l’apertura di un procedimento a carico del procuratore generale di Caltanissetta e fossero ritenute così gravi da giustificarne la richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale e funzionale. Se vi è oggi un magistrato ‘compatibile’ con le funzioni attualmente svolte quello è il dottor Scarpinato, che non dimenticherò mai essere stato uno degli otto sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che all’indomani della morte del ‘loro’ procuratore aggiunto Paolo Borsellino rassegnò le dimissioni, poi fortunatamente rientrate, dopo avere avuto il coraggio e la forza di denunciare le divergenze e le spaccature di quella Procura di Palermo che avevano di fatto isolato ed esposto più di quanto già non lo fosse mio marito”. Rita e Salvatore Borsellino, fratelli di Paolo, condividono l’intervento di Agnese Piraino Leto e aggiungono: “Esprimiamo a nostra volta il nostro sdegno per questa improvvida iniziativa di un membro del Csm a carico del procuratore Scarpinato, tanto più – sottolineano – grave perché prende a pretesto proprio quella lettera a Paolo che, letta in via d’Amelio il 19 luglio pochi minuti prima dell’ora della strage, ha riempito di emozione i cuori delle migliaia di persone giunte da ogni parte d’Italia a Palermo – chiosano Rita e Salvatore Borsellino – per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino e dei cinque poliziotti che hanno perso la vita al suo fianco”.

E con Scarpinato si schiera anche l’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati sottolineando che il magistrato ha espresso il “suo libero pensiero”. ‘L’Anm si dice “sorpresa e preoccupazione” perché “quel discorso, pronunciato in un contesto commemorativo fortemente emotivo – si legge nella nota – non può che essere inteso come manifestazione di libero pensiero, quale giusto richiamo, senza riferimenti specifici, nel ricordo delle idee e delle stesse parole di Paolo Borsellino, alla coerenza dei comportamenti e al rifiuto di ogni compromesso, soprattutto da parte di chi ricopre cariche istituzionali”. La pratica, che pende presso la Prima commissione del Csm, è stata aperta dal Comitato di presidenza su richiesta del laico del Pdl, Niccolò Zanon. L’organo direttivo del Csm ha anche inviato copia dell’intervento di Scarpinato al procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati.