Jean-Marie Le Pen, padre fondatore del Front National, il partito di estrema destra francese, ha definito, apparentemente con un certo disprezzo, la figlia Marine, che ha ora in mano le redini dell’Fn, «una piccolo borghese» in un’intervista pubblicata venerdì sul quotidiano inglese The Times. Dopo ha cercato di giustificarsi, puntando il dito sulla cattiva traduzione delle sue parole da parte dell’Afp, l’agenzia di stampa francese. Ma quella definizione ha scatenato diverse polemiche nel campo dei Le Pen. E alla fine non è chiaro se l’anziano padre, classe 1928, sia davvero geloso del successo della figlia e guardi con diffidenza alla svolta da lei voluta, lo sdoganamento dell’Fn, prendendo le distanze dagli eccessi di Jean-Marie. O se ci troviamo dinanzi a uno di quegli abili giochini di cui i Le Pen sono capaci per ottenere più consensi possibile.

Marine Le Pen si è imposta alla testa del partito nel gennaio 2011, prendendo il posto del padre, che ha seguito passo passo fin da ragazzina. Ha portato avanti una politica di dédiabolisation del Front, abbandonando ad esempio l’antisemitismo di Jean-Marie E cercando di presentarsi come un’alternativa di destra ai neogollisti: insomma, una destra moderna come le altre. Ci è riuscita: alle ultime presidenziali Marine Le Pen ha conquistato il terzo posto, con il 18% dei consensi. Quel successo è stato ottenuto grazie all’appoggio di un elettorato perlopiù popolare, talvolta ex elettori della sinistra.

Ebbene, in questo contesto arriva l’intervista del padre a The Times. “Io sono un uomo del popolo – ha sottolineato – Sono originario di una famiglia di contadini e di pescatori. Poi sono diventato ufficiale in un reggimento di paracadutisti. Ho avuto una vita, diciamo, virile. Mia figlia, invece, malgrado quello che possa dire, è una piccolo borghese”. Da sottolineare: quello che ha detto su di sé è vero. Le Pen è di origini modeste. Anche se non ha specificato di vivere in una sorta di castello alle porte di Parigi, dove, appunto, è cresciuta la “borghese” Marine, dagli anni Settanta, grazie alla fortuna colossale ereditata da Hubert Lambert, misterioso uomo d’affari, di cui era diventato amico. Proprio quell’eredità è stata sempre contestata dai familiari di Lambert.

Ma ritorniamo al padre e alla figlia. In seguito Jean-Marie ha dichiarato che l’Agence France Presse non ha tradotto correttamente la sua intervista: “Ho detto a little bourgeoise girl“. Sì, una ragazza borghese. Ma il giornalista Adam Sage ha specificato che Jean-Marie Le Pen ha utilizzato l’espressione in francese. Per l’anziano politico “non c’è niente di insultante in quello che ho detto. Volevo solo spiegare che io sono nato in un ambiente popolare e lei in uno borghese. Ma mica quello della borghesia dei Dassault o di Laurent Fabius“. Cioè, né in una delle famiglie più ricche di Francia, amici e finanziatori di Nicolas Sarkozy, né in quella dell’attuale ministro degli Esteri, socialista ma originario di una ricca famiglia parigina. “La strategia di Marine – ha aggiunto – è evitare di concedere ai suoi avversari il meno possibile di angoli di attacco . Ad esempio, tutti quei militanti, coraggiosi e dinamici, che si sono fatti notare semplicemente perché avevano la testa rasata, sono stati messi da parte”.

Nessuna reazione diretta di Marine. Ma un esponente del suo entourage, rtmasto anonimo e intervistato dal quotidiano Libération, ha definito la vicenda “una villania in più dell’anziano Le Pen”. “Ma tanto le sue parole – ha aggiunto la fonte – non hanno più un impatto all’interno del partito. Più invecchia, comunque, più diventa cattivo”. Quanto a Florian Philippot, giovane collaboratore di Marine Le Pen, rappresentante della nuova generazione dell’Fn, ha sottolineato che “le parole di Jean-Marie Le Pen non sono state molto simpatiche, ma c’è di peggio”. Sul fatto che i giovani con la testa rasata siano stati esclusi dai raduni, ha detto di “esserne felice. E’ tutta lì l’azione positiva di Marine”. Qualcuno, però, a Parigi interpreta tutta la storia come il tentativo dei Le Pen di non perdere la fedeltà dei “vecchi” militanti del Front, proprio con interventi periodici e ad hoc, all’apparenza imbarazzanti, di Jean-Marie. Creando polemiche inutili.