Una giornata difficile per le Borse europee dopo che ieri, quando la Bce ha tagliato il costo del denaro al suo minimo storico, la notizia ha affossato gran parte delle piazze d’affari e ha fatto tornare lo spread sopra i 460 punti. Il differenziale fra Btp e Bund ha aperto a 454 punti e ha toccato alle 15.26 i 470 punti per poi rimanere a tale quota. Crolla al minimo storico l’Euribor atre mesi dopo il taglio dei tassi della Bce ieri. Il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento per indicizzare i mutui, è sceso oggi allo 0,549 per cento dallo 0,641 per cento di ieri. Lo comunica la European Banking Federation. Le borse hanno aperto tutte in segno negativo, per poi continuare nello stesso modo, si “salva” solo Atene.  

Milano in picchiata con il Ftse Mib che conclude a -2,53 per cento. Perdono ance per le altre piazze d’affari del vecchio continente: la peggiore è Madrid giù del 2,97 per cento, Francoforte chiude a -1,95, Parigi in ribasso al -1,88 per cento. Amsterdam e Atene lasciano sul campo lo 0,95 per cento, Copenhagen lo 0,53 per cento come Londra. Unica a resistere in segno positivo Atene che guadagna lo 0,28 per cento. 

Intanto il capo del Fondo Monetario Internazionale,  Christine Lagarde, durante un discorso a Tokyo ha sottolineato i “passi significativi” adottati nell’eurozona per contenere la crisi, ma ha avvertito che “deve essere fatto di più” , come prova dei passi in avanti. La Lagarde ha ricordato i provvedimenti adottati dal Consiglio Europeo a Bruxelles, la scorsa settimana, e la decisione della Bce giovedì di tagliare il suo principale tasso d’interesse, adesso mai così basso. Ma “dal punto di vista dell’Fmi – ha aggiunto – crediamo che debba essere fatto di più per completare (la riforma)”. Il Fondo monetario poi ha ricordato che la crisi sta mordendo ovunque negli ultimi mesi, come mostrano i principali indicatori dell’economia mondiale. E questo non riguarda soltanto l’Europa o gli Usa ma anche i principali mercati emergenti come Brasile, Cina e India. “L’outlook sulla crescita globale prevede qualcosa in meno rispetto a quanto abbiamo anticipato soltanto tre mesi fa” ha detto Lagarde.