Due carabinieri sono morti in una sparatoria all’interno della caserma di Mignano Montelungo, nel Casertano. Secondo quanto si è appreso, sono deceduti il comandante della caserma, il maresciallo Angelo Simone e un altro militare dell’Arma, il suo vice Tommaso Nella. Era presente anche un altro militare, accorso dopo avere udito gli spari, che si è trovato davanti i due colleghi morti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del reparto operativo di Caserta e un pubblico ministero di Cassino.

Secondo le prime notizie, l’episodio sarebbe scaturito da una lite tra i due militari che da tempo covavano dissapori. All’origine della vicenda le agenzie riportano un movente passionale, ma il comandante provinciale dei carabinieri Crescenzo Nardone non è convinto: “Stiamo cercando di ricostruire la dinamica, ma escludiamo il motivo passionale”. Secondo il colonnello Nardone sarebbero stati due i colpi esplosi in caserma, ma testimoni, hanno riferito ai giornalisti di aver udito tre colpi di arma da fuoco. Alla domanda di un giornalista se prima della sparatoria i due militari avessero condotto un inseguimento l’ufficiale non ha risposto. Poi Nardone fornisce più dettagli, si tratterebbe di un gesto “folle” che trova, probabilmente la sua origine in un “accertamento amministrativo sulla contabilità carbolubrificanti e presumibili incongruenze rilevate da Mella“. La vittima aveva presentato ai propri superiori del Comando provinciale di Caserta una situazione anomala nella gestione dei carburanti nella stazione di Mignano Montelungo.

Dalle prime ricostruzioni emergerebbe che il comandante della stazione abbia ucciso il suo vice per poi suicidarsi. Non c’è stato quindi un vero conflitto a fuoco come prima riportato ma si tratterebbe di un caso di omicidio-suicidio. Il maresciallo Simone, 52 anni era separato con due figli, mentre il suo vice, Mella, 30 anni, era sposato con una figlia.