Un assessore della Regione Calabria indagato per una promozione sospetta, in una vicenda che però si salda a una delle più importanti inchieste di ‘ndrangheta al nord degli ultimi anni, quella contro il clan Valle-Lampada, che ha portato all’arresto, tra gli altri, del giudice Vincenzo Giglio. L’assessore al personale Domenico Tallini si è visto notificare un provvedimento di acquisizione dal pm di Catanzaro Gerardo Dominijanni. Con lui sarebbe indagata, a quanto si sa per abuso d’ufficio, la dirigente regionale Rosalia Marasco. L’inchiesta riguarda la nomina a dirigente generale del dipartimento Controlli di Alessandra Sarlo, moglie del giudice arrestato. 

Il dipartimento Controlli fu istituito da zero nel 2011, secondo gli inquirenti con l’esclusivo scopo di creare un posto di vertice per Alessandra Sarlo. A supporto di questa ipotesi, la rapidità nel conferimento dell’incarico, affidato pochi giorni dopo la pubblicazione del bando, per di più il 16 agosto. E l’idea di istituire il nuovo dipartimento era stata proprio dell’assessore Tallini. Alessandra Sarlo diventa direttore generale esterno, dopo essere stata commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Un incarico che sta alla base dell’accusa di corruzione contestata al consigliere regionale calabrese Franco Morelli nell’ambito dell’indagine della Dda di Milano sul clan Valle

Secondo i magistrati milanesi, proprio la carriera della moglie era la “ricompensa” per il giudice Giglio, a sua volta arrestato per aver passato informazioni riservate su indagini e affari a Giulio e Giuseppe Lampada, eminenza grigia degli affari milionari del clan calabrese trapiantato in Lombardia. Ai Lampada era strettamente legato anche il consigliere regionale Morelli. L’Asp di Vibo verrà poi sciolta per mafia.