Satira, tocca a noi
Pubblico volentieri questo video di ferocissima satira contro il nostro giornale. Mi spiace solo che tra i colleghi presi di mira non vi sia pure il sottoscritto che, come direttore de ilfattoquotidiano.it, ha in esclusiva il compito di decidere cosa far andare on line e in quale modo. Come è noto i nostri blogger hanno totale libertà di espressione. E anche se il contenuto dei loro post non rispecchia necessariamente la linea del giornale, per noi è importante mettere a disposizione una piazza dove si possano confrontare idee ed opinioni diverse tra loro. Unico limite è evitare il rischio querela (se condannati paghiamo anche noi) e l’assenza di conflitti d’interessi.
Nel caso di uno dei tanti interventi del duo Merighi-Troja contro Leoluca Orlando ho ritenuto (magari sbagliando) che entrambi i requisiti non fossero presenti. Massimo Merighi risultava infatti candidato alle comunali in una lista che sosteneva l’avversario di Orlando, Fabrizio Ferrandelli. E in rete, come vedete qui sotto, è possibile trovare un sito e numerosi video-interventi a favore del giovane politico. Per me era scorretto utilizzare la nostra piattaforma blog per la propria (e non dichiarata) campagna elettorale.


La replica:
Caro direttore,
capiamo che non faccia piacere ritrovarsi “vittima” di satira, e capiamo che una buona dose di antiacido aiuterebbe. Però, per amore di chiarezza, lasci che ci avvaliamo del diritto di replica.
In primis, dobbiamo dirle che è un piacere leggerla, considerando che alle numerose nostre comunicazioni non s’è mai degnato di rispondere. Perché ogni volta che abbiamo chiesto chiarimenti in merito a un “pezzo” rifiutato, siamo stati rimandati “al direttore”, cui abbiamo scritto, ma senza alcun esito. Mai da lei ci giunsero parole. Ponzio Pilatez?
In secondo luogo, facendo il giornalista dovrebbe verificare meglio i tempi dei fatti. Ci permettiamo umilmente di suggerirlo, visti gli evidenti svarioni. Il rifiuto di pubblicare non uno ma diversi pezzi, e non solo su Orlando, risale non agli ultimi, tristi tempi, ma a ben prima. Se vuole, quando vuole, le rigiriamo i carteggi con la redazione e con lei stesso. Tanto per rinfrescarle la memoria.
La satira su Orlando, inoltre, risale a ben prima della candidatura di Merighi. Si riguardi le date su youtube. Quel video è stato pubblicato l’8 febbraio, un mese prima delle primarie (4 marzo), quando della candidatura di Merighi (che invece risale a dopo le primarie) non c’era neppure l’idea. Del resto, anche fosse vero quanto lei afferma, non sarebbe Merighi l’unico “politico” a scrivere sul Fatto. Date un’occhiata agli altri blogger. Per amor di cronaca, all’epoca di quel video non solo Orlando non era candidato, ma era candidata Rita Borsellino. A rigor di logica, di quale denigrazione di quale avversario politico si parla se Orlando s’è candidato solo il 23 marzo?
Sempre a proposito di Orlando, e al video incriminato, una specifica è necessaria. Se lo vada a riascoltare, ma con attenzione. In quel video non si dice in nessun modo che Orlando sia responsabile della morte di Giovanni Falcone. Si dice solo, e con tanto di video a riprova, che ha accusato il giudice di “tenere le carte nei cassetti”. Del resto, l’ex ministro Martelli ha spiegato, sempre in video, perché era realmente nata l’animosità del sindaco democristiano contro il giudice. Ma proprio noi dobbiamo ricordarle, queste cose, e proprio a lei? Asserire che Merighi avrebbe utilizzato il FQ per farsi campagna elettorale (quando, per evitare proprio queste pretestuose accuse, s’è guardato bene perfino dal pubblicare post “innocui” su altri argomenti), e soprattutto sostenere che nel video si affermi che Orlando abbia “responsabilità nella morte di Giovanni Falcone” è gravemente lesivo. A maggior ragione se lo si fa dalle pagine di un giornale online. Si chiama diffamazione a mezzo stampa. Ma è il caso che se ne discuta nelle sedi competenti.
Guardi, bastava dire: pubblichiamo quel che riteniamo meritevole. Ci sarebbe stata più dignità, invece di cercare argomenti pretestuosi e denigratori. Un atteggiamento che ci ricorda qualcuno… a lei no?

La replica:
Caro direttore,
capiamo che non faccia piacere ritrovarsi “vittima” di satira, e capiamo che una buona dose di antiacido aiuterebbe. Però, per amore di chiarezza, lasci che ci avvaliamo del diritto di replica.
In primis, dobbiamo dirle che è un piacere leggerla, considerando che alle numerose nostre comunicazioni non s’è mai degnato di rispondere. Perché ogni volta che abbiamo chiesto chiarimenti in merito a un “pezzo” rifiutato, siamo stati rimandati “al direttore”, cui abbiamo scritto, ma senza alcun esito. Mai da lei ci giunsero parole. Ponzio Pilatez?
In secondo luogo, facendo il giornalista dovrebbe verificare meglio i tempi dei fatti. Ci permettiamo umilmente di suggerirlo, visti gli evidenti svarioni. Il rifiuto di pubblicare non uno ma diversi pezzi, e non solo su Orlando, risale non agli ultimi, tristi tempi, ma a ben prima. Se vuole, quando vuole, le rigiriamo i carteggi con la redazione e con lei stesso. Tanto per rinfrescarle la memoria.
La satira su Orlando, inoltre, risale a ben prima della candidatura di Merighi. Si riguardi le date su youtube. Quel video è stato pubblicato l’8 febbraio, un mese prima delle primarie (4 marzo), quando della candidatura di Merighi (che invece risale a dopo le primarie) non c’era neppure l’idea. Del resto, anche fosse vero quanto lei afferma, non sarebbe Merighi l’unico “politico” a scrivere sul Fatto. Date un’occhiata agli altri blogger. Per amor di cronaca, all’epoca di quel video non solo Orlando non era candidato, ma era candidata Rita Borsellino. A rigor di logica, di quale denigrazione di quale avversario politico si parla se Orlando s’è candidato solo il 23 marzo?
Sempre a proposito di Orlando, e al video incriminato, una specifica è necessaria. Se lo vada a riascoltare, ma con attenzione. In quel video non si dice in nessun modo che Orlando sia responsabile della morte di Giovanni Falcone. Si dice solo, e con tanto di video a riprova, che ha accusato il giudice di “tenere le carte nei cassetti”. Del resto, l’ex ministro Martelli ha spiegato, sempre in video, perché era realmente nata l’animosità del sindaco democristiano contro il giudice. Ma proprio noi dobbiamo ricordarle, queste cose, e proprio a lei? Asserire che Merighi avrebbe utilizzato il FQ per farsi campagna elettorale (quando, per evitare proprio queste pretestuose accuse, s’è guardato bene perfino dal pubblicare post “innocui” su altri argomenti), e soprattutto sostenere che nel video si affermi che Orlando abbia “responsabilità nella morte di Giovanni Falcone” è gravemente lesivo. A maggior ragione se lo si fa dalle pagine di un giornale online. Si chiama diffamazione a mezzo stampa. Ma è il caso che se ne discuta nelle sedi competenti.
Guardi, bastava dire: pubblichiamo quel che riteniamo meritevole. Ci sarebbe stata più dignità, invece di cercare argomenti pretestuosi e denigratori. Un atteggiamento che ci ricorda qualcuno… a lei no?