Ha 26 anni, gira in polo e jeans, era ‘el bocia’ (il piccolo) del paese. Ora Alvise Maniero (nella foto) è diventato sindaco grillino del Comune di Mira, paese nel cuore della Riviera del Brenta in provincia di Venezia, tra ville storiche che si affacciano sul fiume e scorci da cartolina. Mira “la rossa”, dopo sessant’anni di dominio di sinistra, ora volta pagina. Alvise Maniero (difficile trovare qualcuno con un nome e un cognome più radicati alla tradizione della Riviera) è il sindaco più il giovane d’Italia, studia Scienze Politiche a Padova, ha basato la campagna elettorale sull’onestà e la legalità. E quando ha vinto ha raccolto le lacrime di soddisfazione di suo padre, che lo ha guardato sempre con orgoglio.

Maniero è circondato da amici e ragazzi della sua età: tutti quelli che, come dice lui ‘si sono presi delle responsabilità’. Dice di essere lontano anni luce dal tourbillon delle poltrone e delle nomine che invece ha giocato un brutto tiro ai suoi colleghi di Parma: “Qui decidiamo noi, Grillo ci fa da garante ma le decisioni sono nostre”. E prima di parlare di stipendi (tagliati) e di burocrazia (dimezzata) c’è una cosa che salta agli occhi, ed è il ‘portavoce’ del sindaco. La parola ‘portavoce’ fa un po’ ridere tutti perché dalla verve di Maniero si capisce che non ha bisogno di nessuno che lo aiuti a parlare.

Ma il ragazzo che gli dà una mano a mantenere i rapporti con la stampa, cosa a cui qui nessuno è abituato, si chiama Michele Pieron, ha 18 anni e fa il liceo. Se si vuole parlare col sindaco bisogna chiamare dopo le 13, perché fino a quell’ora Michele è a scuola. “E’ giovane, ma è molto attivo, e poi qui nessuno fa il portavoce ufficiale, ci dà una mano, anche lui si prende le sue responsabilità, se ha voglia di partecipare attivamente… perché no?”. Sorride Maniero, ha lo sguardo giovane dei ragazzi che affollano le città con i libri universitari.

Già, l’università. Maniero aveva in programma l’Erasmus a Lisbona per preparare la sua tesi sulla “partecipazione diretta della cittadinanza al governo del Paese”. Doveva partire in questi giorni, ma ha rinunciato. “Sono qui perché mi sono preso delle responsabilità, metto da parte il viaggio in Portogallo, questa esperienza di sindaco è unica e irripetibile, e poi è proprio in tema con la mia tesi”. E come farà con gli esami? Lo sport? Tutte quelle cose da 26enni? “Studierò nei ritagli di tempo, ora ci sono altre priorità, andrò avanti a rilento ma ce la farò – spiega – purtroppo ho rinunciato al calcetto, faccio ginnastica in camera ogni tanto per tenermi in forma, ma spero, dopo l’approvazione del Bilancio, di fare qualche partita ogni tanto”.

Osso duro il documento di bilancio. Mira ha un mese di tempo per approvarlo, altrimenti rischia il commissariamento. Non è un argomento difficile per uno studente di Scienze Politiche? “Mica faccio tutto da solo, nella squadra c’è gente preparata”. La squadra. Quando Maniero parla non lo fa mai al singolare ma sempre al plurale. Il tempo per i giornalisti è scaduto, ci sono un sacco di cose da fare a Mira.