Su questo blog non abbiamo mai fatto sconti a Beppe Grillo. Eppure, dobbiamo ammetterlo, una puntata di Porta a Porta strapiena di “vecchi politici”, ieri sera ci ha fatto capire tante cose.

Diciamo la verità. Molte sparate di Grillo suonano esagerate, provocatorie, distruttive, a tesi e a prescindere – uscire dall’euro, tanto per dirne una, per me rimane una follia: l’Europa unita è un sogno di pace.

Eppure è altrettanto vero che, come detto più volte, i Cinque Stelle “sono meglio” di Grillo. Hanno delle caratteristiche che gli altri partiti, schiacciati dal peso del loro ceto politico, non potranno mai avere se non si rivolteranno come un calzino. La forza del Cinque Stelle si basa prima di tutto su una impostazione generale, su uno stile. Con queste caratteristiche. 

  1. Faccia a faccia
    Non essendo politici di professione, gli esponenti del movimento danno “del tu” agli elettori e ai cittadini. È uno stile tipico della Rete, dove tutto è orizzontale e nessuno si sognerebbe di dare “del lei” a un direttore di giornale, a un conduttore tv o a un politico – su Twitter per esempio. In confronto all’ampollosità e agli arzigogoli dei partiti, è un atteggiamento che funziona.
  2. Rispetto per l’intelligenza degli elettori e dei cittadini
    Dare del tu a cittadini ed elettori, vuol dire rispettarne l’intelligenza, non considerarli popolo bue. Prendiamo il caso di Parma. Pd e Pdl dicono che Pizzarotti ha vinto perchè  lo hanno votato gli elettori di centrodestra.  I Cinque Stelle replicano: “I cittadini non appartengono ai partiti, decidono liberamente da chi vogliono essere rappresentati”. Voi in quale scenario vi sentite più rispettati?  Quando qualcuno si impegna a rendere la propria candidatura credibile agli occhi di tutti, a prescindere; o quando vi considerano semplicemente truppe cammellate? Gli italiani, non sono più quelli degli anni settanta, nè quelli degli anni novanta. Con il web si informano, confrontano, decidono. E non ci stanno a farsi considerare mezzi-deficienti utili solo a fare una croce dove ha deciso il segretario di partito. Chiedono e meritano rispetto.
  3. Dare opportunità a tutti
    Saranno inesperti e improvvisati, ma i Cinque Stelle, di certo, scommettano su facce nuove. Avete presente come funzionano le riunioni di partito? Tutti i – pochi – partecipanti hanno delle storie, scazzi e amicizie, legami, tutti rispondono ad una gerarchia. Il Movimento, invece, prende persone sconosciute, e “le butta a mare”. È rischioso, certo, ma rispetto ai soliti noti, sempre quelli, al tutto già scritto di ogni partito, risulta un modo efficace di innovare e portare aria fresca nelle stanze “dei bottoni”.
  4. Sanno fare la nuova politica 
    Essendosi formatisi sul web, sono riusciti a realizzare un buon mix tra politica virtuale e politica reale. Ci sono i social network, naturalmente, ma anche i banchetti e i volantinaggi. Una struttura aperta come la loro, nella quale tutti possono entrare, raduna persone che “vogliono fare politica” e che nel farla si sentono protagonisti. Chi fa oggi “politica” nei partiti? Chi fa le pagine Facebook e i banchetti? I soliti, che si conoscono tutti, gruppi chiusi che non aggregano perchè preferiscono la fedeltà al capibastone, rispetto all’impegno spontaneo. Solo ribaltando questo meccanismo si può fare politica senza grandi somme, e prendere una grande città con 6000 euro. 

Se ci pensate bene, tutti questi punti, potrebbero benissimo essere fatti propri dai partiti, e dal Pd in prima istanza. Barack Obama ha vinto le elezioni del 2008 anche grazie “ai social network”. Sono passati quattro anni: quanto ha investito in risorse e persone il Pd sul piano digitale in questi anni? Perchè non ha aperto le sue stanze a giovani motivati e connessi, disposti a spendersi se lasciati liberi di esprimersi? No, al Nazareno piuttosto, hanno preferito affidarsi alle solite agenzie di comunicazione, lanciando campagne di comunicazioni disastrose – che hanno creato il famoso detto: “Ogni volta che esce una nuova locandina del PD, un grafico muore ”.

Se i partiti vogliono salvarsi – ritengo ancora importante il loro ruolo – hanno solo questa di strada. Rispettare l’intelligenza degli elettori, dare del tu, aprire le porte e fare entrare tutti. Voi direte, ma loro vengono da un’altra stagione, da un’altra mentalità, non possono fare tutto ciò perchè si delegittimerebbero all’istante. Vero, ma devono capire che c’è un ultima caratteristica  fondamentale nella nuova politica: ad un certo punto della propria carriera bisogna capire quanto sia importante saper fare un passo indietro. Meglio finire nell’ombra con onore, come fanno i politici in tutta Europa,  piuttosto che farsi cacciare quando si è perso tutto ciò che si poteva perdere.

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