Una lettera composta di tre pagine con minacce al presidente di Equitalia Sud è arrivata questa mattina nella redazione centrale del quotidiano Calabria Ora. La busta è stata lasciata nella cassetta delle lettere. All’interno c’erano i fogli con l’intestazione del Nucleo Olga, Federazione anarchica informale Fronte rivoluzionario internazionale. “Fai Calabria – si legge nella lettera – avvisa che Equitalia Sud sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo d’affari e servitore del potere economico”. Gli anarchici proseguono: “La riscossione in Italia è divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita, ma questa volta vi avvisiamo prima, una serie di provvedimenti contro il popolo sono stati la causa del fallimento sociale e ci ha ‘obbligatì a militare sul campo di battaglia”. Dopo alcune ore però gli esperti dell’Antiterrorismo ridimensionano il fatto: è ritenuto un falso apocrifo perchè dal comunicato del “nucleo Olga” è stato copiato il logo greco e l’intestazione. Il resto, continuano gli inquirenti, è un prodotto elaborato da presunti mitomani. 

“La Signora, ministro Cancellieri, ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato, quindi attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutela il Popolo, gli Operai e le Imprese” , si legge in un altro passaggio del testo che arriva a minacciare esplicitamente il presidente del Consiglio Mario Monti: “Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti e che il Popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio, nessun interesse ad acquistare aerei a propulsione nucleare, ad avere Maserati blindate, nessun interesse a pareggiare un bilancio di chi dopo 60 mesi va in pensione milionaria, il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo anche le nostre vite per la causa giusta”. La missiva termina con la frase “Lunga vita alla cospirazione delle cellule di fuoco, lunga vita alla Fai/Fri, viva l’anarchia”. Sono stati i giornalisti che questa mattina erano in redazione ad avvertire la Digos.