Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ribadisce il dato sugli esodati sui quali interverrà l’esecutivo e annuncia l’arrivo di un decreto: “In questi giorni emaneremo il decreto attuativo che consentirà all’Inps di passare alla definizione di un diritto soggettivo, attribuito quindi a lavoratori con nomi e cognomi, circa l’utilizzo della possibilità di godere delle precedenti e più generose regole di pensionamento. Questi lavoratori sono stati identificati in un numero di 65mila”. Poi la confessione sui numeri: “So che ci sono altri lavoratori esodanti, ma vorrei chiedere a mia volta qual è la base per l’ordine di grandezza di 350mila, perché l’Inps non ha informazioni sufficienti a quantificare il numero, ma ha parlato di cifre molto più basse”.

Poi il ministro difende la linea del Governo: “C’è una platea di lavoratori che abbiamo salvaguardato dagli effetti della riforma delle pensioni, consentendo loro di andare in pensione secondo le vecchie regole”. Mentre sulle evoluzioni future, per quei lavoratori che negli anni a venire saranno interessati da provvedimenti di termine della mobilità o degli ammortizzatori sociali come accompagnamento verso la pensione, il ministro svicola: “Stiamo valutando il numero e che cosa è possibile fare”.

Immediata la replica dei sindacati. Per la Uil “la via maestra per risolvere il problema dei lavoratori esodati è ripristinare le regole previdenziali vigenti prima dell’entrata in vigore della normativa”. Il Segretario confederale Domenico Proietti aggiunge: “Bisogna trovare le soluzioni più opportune per garantire i diritti di questi lavoratori, evitando che possano rimanere, anche per lunghi periodi senza alcun tipo di reddito”.

Dalla Cgil invece bocciatura piena, il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica: “Serve una soluzione previdenziale per tutti coloro che rischiano di trovarsi senza lavoro, senza reddito e senza pensione, ma quanto affermato oggi dal ministro Fornero non va nella giusta direzione”. Attendista ma polemica la Cisl. Raffaele Bonanni, segretario generale, dichiara: “Dall’incontro con il Governo sugli esodati (che si terrà il 9 maggio ndr.) ci aspettiamo che l’esecutivo rispetti le leggi della Repubblica vigenti fino al 31 dicembre del 2011. Credo che sia il minimo che il Governo debba fare”.Il problema, ha aggiunto Bonanni è stato “creato dal governo che si è assunto gravi responsabilità a decidere in maeria di pensioni senza discutere con nessuno”. Si tratta, continua il segretario di: “Uno strafalcione enorme da parte di chi pretende di essere un grande esperto di previdenza e che avrebbe dovuto sapere le conseguenze di una decisione simile”.