Sabato ai Fori Imperiali a Roma c’erano decine di migliaia di persone.

Più del doppio di quelle che fanno parte del gruppo su facebook di #salvaiciclisti.

Nessuno si aspettava una simile invasione di biciclette.

Dal minuscolo palco autoprodotto sui cui si sono svolti i vari interventi il colpo d’occhio era impressionante: eravamo una macchia che si estendeva da Piazza Venezia al Colosseo e che sembrava non finisse mai. Da quel palco due mesi e mezzo di campagna mi sono passati innanzi agli occhi e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sia stato facile portare in piazza così tante persone, spendendo poco più di mille euro raccolti con delle libere offerte dei sostenitori. 

Ma se siamo riusciti a realizzare la più grande manifestazione della storia a sostegno della mobilità a impatto zero non è stato per come abbiamo organizzato la campagna, ma soprattutto per un motivo che ieri l’Istat ha messo nero su bianco: “il prezzo della benzina è aumentato del 20,8% su base annua, in forte accelerazione rispetto al 18,6% di marzo, e su base mensile il rincaro è stato del 3,1%. In pratica, l’Istat ha sottolineato che il rialzo tendenziale è il più alto almeno dal gennaio del 1996, cioè da quando sono disponibili le serie storiche.” [fonte: corriere.it]

Sono fortemente convinto che chi vuole continuare a bruciare i propri soldi dentro la camera di combustione di un motore a scoppio debba poter continuare a farlo, ma sono altrettanto convinto che non possiamo continuare a fingere che tutti i cittadini italiani siano ancora in grado di fare lo stesso. Molti di quelli che erano presenti ai Fori Imperiali sabato l’hanno detto chiaramente: “Non ce lo possiamo più permettere”.

“Non ce lo possiamo più permettere” è anche quanto dovremmo dire di fronte a notizie come quella di Sebastiano Azzali, 14 anni, investito e ucciso venerdì pomeriggio scorso da un’automobile a Parma; come quella di Salvatore Torre, 54 anni, investito e ucciso sabato a Napoli; come quella di Salvatore Annunziata, 54 anni, schiacciato da un camion ieri ad Alessandria.

Decine di migliaia di persone a Roma, sabato hanno fatto delle richieste. Chi ci sarà a rispondere?