Il 4 aprile del 1982 migliaia e migliaia di cittadine e di cittadini, si ritrovarono a Comiso, in Sicilia, per dire no alla installazione di nuovi missili nella base militare.
Era la stagione della guerra fredda e della contrapposizione tra est e ovest. La decisione di realizzare l’insediamento di Comiso aveva suscitato l’opposizione di tanta parte della pubblica opinione italiana, dando vita ad un movimento inedito che aveva riunito donne e uomini di diversa ispirazione politica, sociale e religiosa.

Tra questi, anzi tra i più convinti promotori, c’era Pio La Torre, antico compagno di lotte dei Placido Rizzotto e dei braccianti isolani, rientrato da poco in Sicilia, dopo una  lunga parentesi a Roma, dove aveva ricoperto importanti incarichi in qualità di dirigente del Pci.
La Torre si era buttato in quella campagna non solo per affermare i valori della pace e del disarmo, ma anche per contestare e contrastare il dominio della mafia che, anche in quella occasione, aveva fiutato l’odore dei soldi e aveva messo le mani sui terreni da acquistare e da espropriare.

Contro di loro aveva puntato la sua attenzione Pio La Torre, da decenni nel mirino dei mafiosi. Le denunce furono ripetute anche in quel 4 aprile del 1982 che fu davvero una memorabile giornata per la pace e per la legalità costituzionale e repubblicana. Appena tre settimane dopo, il 30 aprile, Pio La Torre, insieme all’inseparabile Rosario Di Salvo, fu ammazzato dalla mafia.
Il processo non ha mai accertato una diretta connessione tra la manifestazione di Comiso e l’assassinio, del resto agli assassini e sopratutto ai loro mandanti, non mancavano certo i motivi per odiare Pio La Torre, autore, tra l’altro, insieme a Virginio Rognoni, della legge che ha consentito di procedere al sequestro e alla confisca dei beni dei mafiosi condannati.
Non a caso quella esecuzione fu ideata e voluta dal clan dei corleonesi, lo stesso che aveva condannato a morte Rizzotto e non solo Lui.

Per questo ci sembra giusto segnalare l’iniziativa promossa dal Centro che porta il suo nome, coordinata con grande passione civile da Vito Lo Monaco, e che ha convocato per il 4 aprile una intera giornata dedicata a rievocare quella straordinaria giornata di 30 anni fa e per onorare la memoria di Pio La Torre, di Rosario Di Salvo, di tutti quei giudici, poliziotti, carabinieri, politici, sindacalisti, giornalisti… che hanno perso la vita perchè hanno deciso di servire lo Stato, contrastare le mafie e non di servirsi dello stato per contrattare con la mafia medesima  vantaggi, voti, e magari per estinguere il mutuo.