Si allunga la coda di veleni sulle primarie del centrosinistra a Palermo. Nell’occhio del ciclone c’è ancora il vincitore Fabrizio Ferrandelli. Dopo l’indagine della procura palermitana l’ex golden boy di Leoluca Orlando è tornato a parlare sui suoi presunti rapporti con il presidente della Regione Raffaele Lombardo: “Sono il candidato del centrosinistra – ha tuonato Ferrandelli – e non conosco Raffaele Lombardo, non so chi sia e non intendo conoscerlo. Tutto il Pd all’Ars lo appoggia ma qui il problema sono solo io. Io sono aperto a tutti, voglio che questa coalizione accolga tutti all’interno del centrosinistra. Ma non vorrei che in tutta questa situazione alla fine Leoluca Orlando riuscisse a essere più pericoloso dello stesso Lombardo”.

Durante la conferenza stampa convocata da Ferrandelli e Sonia Alfano nel pomeriggio, le polemiche hanno investito anche i giornalisti presenti. “Certi giornalisti sono ambigui – ha detto l’europarlamentare dell’Italia dei valori – abbiamo detto più volte che Fabrizio non è il candidato di Lombardo, che con Lombardo non ha nulla a che vedere, che è il candidato della società civile. Eppure ogni giorno dobbiamo leggere le stesse falsità. Anche sulla questione della rappresentante di lista che è accusata di un reato inverosimile. La stampa si sta prestando a fare da cassa di risonanza di una gigantesca macchina messa su da qualcuno che evidentemente non vede bene la vittoria di Ferrandelli e vuole screditarlo a colpi di fango a ogni costo”.

L’ex capogruppo dell’Idv in consiglio comunale dal canto suo non ha digerito di essere dipinto dalla stampa come il candidato dell’inciucio tra Pd e il l’Mpa di Raffaele Lombardo. “Questa cosa inizia a darmi fastidio – si è sfogato Ferrandelli – Tutta la stampa nazionale e locale dice che mi sostiene il Pd pro-Lombardo, ma non esiste un Pd anti-Lombardo. Il Tgr dice continuamente che io sono il candidato di Lombardo, io smentisco, ma loro continuano a dirlo. Cosa devo fare?” Parole forti che hanno creato momenti d’attrito con l’inviata della Rai, pesantemente tirata in causa dal candidato vincitore delle primarie. Parole che non sono state digerite neanche dagli altri cronisti presenti. Assenti illustri all’incontro tra Ferrandelli e i giornalisti erano invece Peppe Lumia, Antonello Cracolici e Totò Cardinale, che essendo i registi dell’accordo con Lombardo all’Ars sono anche l’origine dell’accostamento tra il governatore siciliano e il giovane vincitore di queste primarie al veleno.