”E’ con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del Paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non appena ha appreso la notizia della morte di Scalfaro. Napolitano è andato al Quirinale per rendergli l’estremo saluto. Il capo dello Stato è accompagnato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra.

“E’ stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana.  Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato- conclude – innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità”.

Omaggio a Scalfaro anche dalla seconda carica dello Stato Renato Schifani, che pure da capogruppo di Forza Italia al Senato criticò aspramente il sostegno nel 2006 e 2007 al governo Prodi da parte dei senatori a vita: ”La notizia della scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro lascia un vuoto nella politica e nelle Istituzioni carico di tristezza. Per chi lo ha conosciuto – prosegue Schifani – per chi ha apprezzato nel corso degli anni il suo impegno a difesa della Costituzione, la ferita della sua scomparsa è particolarmente dolorosa. Scalfaro ha caratterizzato con la sua esperienza e la sua dedizione alla cosa pubblica l’intera stagione dell’Italia repubblicana, fornendoci un esempio insostituibile di senso civico. Credo sia superfluo ripercorrere tutti i suoi incarichi parlamentari e di governo, dalla presenza di giovanissimo eletto all’Assemblea Costituente alla Presidenza della Repubblica in uno dei momenti più difficili e delicati della storia repubblicana”.

Il presidente del consiglio Mario Monti esprime “la partecipazione del governo e mia personale al dolore e al cordoglio di tutto il paese per la scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro”, un “protagonista illustre della vita politica e istituzionale italiana ed esempio luminoso di coerenza ideale e di integrità morale”. Monti ricorda come Scalfaro, negli importanti incarichi ricoperti dall’Assemblea costituente in poi, abbia “difeso costantemente i valori fondanti della Repubblica contenuti nella Carta Costituzionale”. Il presidente del consiglio ricorda che “nel novembre scorso, appena assunto l’incarico di presidente tenni ad esprimergli personalmente i sentimenti di gratitudune per l’esmpio da lui offerto nel servire la cosa pubblica”.

L’irriducibile difesa dei valori costituzionali da parte dell’ex presidente della Repubblica è ricordata in molti messaggi di cordoglio, dall’ex presidente del consiglio Romano Prodi al sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che lo definisce “uomo di profonde convinzioni, animato da un operoso rigore ideale”, che “si è battuto convintamente per tutta la vita per l’affermazione degli ideali in cui credeva e per una Italia sempre più forte, democratica e unita”.

Non mancano però gli interventi critici. Scalfaro, da presidente della Repubblica e da senatore a vita si trovò più volte in una posizione di scontro frontale con il centrodestra. Ruggini che riaffiorano nel momento della sua scomparsa: “Non c’è dubbio, non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui”, afferma il leader di La Destra Francesco Storace. “Cordoglio per chi muore”, continua, “ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità”. Da Francesco Giro, esponente cattolico del Pdl, arriva l’invito di “non farne un santino”. Cordoglio sì, secondo Giro, ma “del Presidente Scalfaro non abbiamo avuto un giudizio politico lusinghiero e averlo visto – anche dopo il suo controverso settennato presidenziale – trasformarsi nel portavoce di una parte politica contro l’altra non ha certamente migliorato la nostra opinione su di lui”. Silenzio assoluto, al momento, da Silvio Berlusconi, l’unico protagonista della politica italiana a non essersi fatto vivo con un ricordo del presidente scomparso.

Su Scalfaro il centrodestra “ha sbagliato giudizio”, afferma invece il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Sicuramente nel ’94 abbiamo sbagliato il giudizio su Scalfaro. Noi lo vedevamo come conservatore e difensore della Prima Repubblica e sicuramente abbiamo esagerato”, ha detto a “Sky TG24-L’Intervista”. Poche e tiepide le reazioni della Lega nord, altro partito protagonista di epici scontri con il presidente. Tace Umberto Bossi, parla Roberto Maroni, ministro dell’Interno nel 1994, che però si limita a dire: “Del presidente Scalfaro ho tanti ricordi da quando era presidente della Camera nel ’92 per pochi giorni e poi da presidente della Repubblica”. Il presidente del Piemonte Roberto Cota invia un telegramma “a nome di tutti i piemontesi”, quello del Veneto Luca Zaia ricorda che Scalfaro gestì “un momento di transizione delle Istituzioni e della società italiana”.

Sul fronte opposto, il ricordo del sindaco di Novara, città natale del presidente: “Un politico di grande limpidezza, che non si è piegato all’avanzare del Berlusconismo e ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento”, scrive Andrea Ballarè sulla sua pagina Facebook.