Il Tribunale di Milano ha deciso: alle ultime regionali lombarde il consigliere Angelo Costanzo, quota Pd, era ineleggibile. È stato accolto, infatti, il ricorso proposto da Gianfranco Camero, esponente dei radicali della provincia di Sondrio, che ha segnalato come Costanzo, eletto in Valtellina durante la tornata elettorale di due anni fa, all’epoca in cui presentò la propria candidatura era consigliere d’amministrazione dell’Aler di Sondrio, carica incompatibile con un’eventuale elezione in Regione. Il Tribunale di Milano ha dichiarato “la sussistenza, in capo al Costanzo, della causa di ineleggibilità e dichiara l’invalidità della convalida della sua elezione condannandolo alle spese di giudizio”. L’avvocato Andrea Bullo, che ha rappresentato Camero nella sua battaglia, si dice soddisfatto.

Questa volta i radicali l’hanno spuntata. Cosa che non può dirsi nel caso del consigliere del Pdl Giorgio Pozzi, altro esponente politico che secondo i ricorrenti nel momento della sua candidatura si trovava in una posizione di ineleggibilità (era Presidente di Nord Energia SpA ndr). Infatti, sia in sede di Giunta delle elezioni del Consiglio Regionale che in sede giudiziaria, il ricorso presentato contro Pozzi non è stato accolto. Viceversa a Cosatanzo il Tribunale ha detto “no”.

Il consigliere del Pd, tramite il suo blog, si è scagliato contro l’iniziativa giudiziaria a suo danno: “Dico ‘no’ alla gogna mediatica dei radicali” ha scritto Costanzo, per poi aggiungere: “Sono stanco delle polemiche. Sono una persona onesta e sto svolgendo con serietà e passione il lavoro in Consiglio regionale”. Per poi far sapere agli elettori del Pd che ricorrerà in appello. Ma anche lui attende di leggere, nei prossimi giorni, le motivazioni della sentenza. Nel frattempo il dispositivo non lascia adito a dubbi.

Il Tribunale ha valutato la sfilza di documenti, lettere e certificazioni con cui Costanzo ha tentato di smentire la circostanza d’essersi dimesso tardivamente dalla carica di consigliere dell’Aler, evidentemente dichiarando l’inammissibilità delle stesse. La sentenza non è immediatamente esecutiva per cui il consigliere resta in carica e – come anticipato – ricorrerà in appello.

“In Regione Lombardia, questa è la prima sentenza che dichiara l’ineleggibilità di un consigliere regionale”, ha dichiarato l’avvocato Bullo, che ha aggiunto: “La vicenda di Costanzo fa il paio con quella di Giorgio Pozzi. Al secondo è andata meglio ma il giudizio di eleggibilità a suo carico, confermato anche in appello, si trova attualmente pendente in Cassazione”. I radicali danno proprio l’idea di non mollare.