Per la cronaca era già l’imprenditore cinico che la notte del terremoto dell’Aquila “se la rideva”, pensando a quanti affari avrebbe potuto fare con la ricostruzione. Ora Francesco Maria Piscicelli torna sulle prime pagine per un altro sfoggio di senso civico. Due giorni fa, a Santo Stefano, per portare la mamma a mangiare al ristorante ha pensato bene di “parcheggiare” il suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. Il gesto per il momento gli è costato la sospensione “cautelativa” della licenza di volo, decisa questo pomeriggio dopo l’avvio di una inchiesta da parte dell’Enac, l’ente per l’aviazione civile.

E’ l’ora di pranzo del 26 dicembre. Piscicelli decide di portare la mamma a pranzo fuori. E per fare prima usa l’elicottero da lui stesso pilotato, un velivolo dalla livrea bianca e blu, immatricolato in Slovenia. Solo che per perdere ancora meno tempo Piscicelli atterra a poche decine di metri dal ristorante Il Cartello, uno dei ritrovi più esclusivi della spiaggia di Ansedonia. Una “comodità” che non sfugge ad alcuni passanti. Così sul posto sono intervenuti i vigili urbani ed i carabinieri. Con loro, l’imprenditore si è giustificato dicendo che non poteva raggiungere la sua villa, dove c’è un apposito spiazzo per far atterrare e decollare il velivolo, a causa del forte vento. E così è partita la segnalazione all’Enac e alla procura della Repubblica di Grosseto. Il che non ha comunque impedito all’uomo di finire il pranzo prima di ripartire.

Piscicelli è uno dei protagonisti dell’inchiesta sulle Grandi Opere: suo l’appalto per la costruzione delle piscine di San Paolo, a Roma. Gli impianti, che avrebbero dovuto essere utilizzati per i mondiali di nuoto della Capitale, nel 2009, sono ancora oggi chiusi, nonostante i costi quadruplicati per il loro completamento. La struttura infatti, è a tutt’oggi inagibile per il cedimento di un pilastro che ha reso instabile il soffitto. “Memorabili” le conversazioni di quella primavera quando la piscina, ancora da inaugurare, già mostra le prime crepe. I lavori sono in ritardo di otto mesi, i costi gonfiati, e soprattutto il tetto della struttura si è abbassato di 30 centimetri, schiacciando i puntelli che reggono il cemento fresco. «Non riesco a sfilare i puntelli», spiega allora il capocantiere, «se li vedi sono tutti storti. È impressionante, ma storti di tanto». L’imprenditore, intercettato, ammette: «Il professor Frasca ha fatto i calcoli del c… E’ meglio che si fanno i Mondiali solo all’ esterno e all’ interno si fottono». Ma fuori non va meglio, visto che la piscina scoperta è venuta più lunga di otto centimetri, e tanto basta per invalidare il lavoro degli atleti.

Ciononostante, Valco San Paolo viene inaugurata il 9 luglio 2009, con il commissario Claudio Rinaldi che giosce: «Un impianto di assoluto prestigio». Sei mesi dopo è intercettato quando parla con Piscicelli: «Ti devo dire un cosa mia, sono tanto preoccupato per la copertura». L’imprenditore propone allora di «coprire la crepa con una colla» e magari «farci una pezza di guaina, tanto da sotto non si vede niente». Sappiamo come è finita.