Mentre Andrea Muccioli si prepara a un contratto di collaborazione con l’Asl di Milano, a San Patrignano – comunità dalla quale il figlio del fu padre padrone Vincenzo è stato silurato – non se la passano molto bene. C’è da ricostruire su una serie di macerie, da combattere contro le fazioni che si sono create nel tempo. Ma soprattutto c’è la necessità di risollversi dal punto di vista economico: quando Muccioli è andato via il buco ammontava a qualcosa come 20 milioni di euro. Tanti, se non arriva l’assegno di Gian Marco Moratti e sua moglie Letizia che negli ultimi anni hanno sempre riportato i bilanci alla pari grazie alla loro donazione, attorno ai 15 milioni di euro ogni anno.

Le conferme arrivano, seppur  indirettamente, dalla comunità di Coriano, sulle colline di Rimini.  “Stiamo affrontando un percorso di riorganizzazione e razionalizzazione, non semplice. Ma, seppure in maniera faticosa, intendiamo portarlo avanti e concluderlo nel giro di alcuni mesi, per ripartire alla grande”. E’ quanto riferisce  il portavoce della Comunità, Carlo Forquet. “Un processo – tiene a precisare – tutto interno alla nostra comunità, serza interventi di soggetti esterni”.

All’opera sono due gruppi: una commissione sociale con i rappresentanti dei vari settori e un comitato di gestione con 4 persone di San Patrignano e 3 consulenti giuridico-aziendali esterni, per quello che viene definito come “progetto di riordino di tutte le nostre attivita’. L’obiettivo che ci siamo dati è che al centro dovranno essere prima di tutto le esigenze dei ragazzi ospitati qui a San Patrignano“.

Inoltre , “dovremo anche rivedere gli eventi che svolgiamo all’interno della nostra comunità, fermo restando manifestazioni come il concorso ippico, divenuto oramai uno degli appuntamenti di settore più importanti a livello internazionale per la sua valenza sportiva e anche istituzionale e che certamente rimarrà”. Per il resto, “stiamo valutando tutte le nostre attivita’ per analizzare la loro fattibilità sia dal punto di vista economico sia da quello della ricaduta sui ragazzi, in modo tale da portarle avanti al meglio”.