Una paziente morta di legionella due mesi fa in ospedale e nessuno lo sapeva. La procura in primis, che ne viene a conoscenza attraverso i giornali. È il nuovo caso che coinvolge la sanità ferrarese, già messa a dura prova dai continui problemi di Cona e dintorni.

Proprio a Cona era stata scoperta nelle scorse settimane la presenza del batterio che in alcuni casi può risultare letale. Anche qui dai vertici dell’azienda ospedaliera non era arrivata alcuna informazione alla cittadinanza. In quel caso è arrivato quasi provvidenziale il flop del trasloco dell’ospedale, altrimenti i primi pazienti avrebbero potuto trovarsi a convivere con lo scomodo inquilino rinvenuto negli impianti idrico–sanitari del nuovo ospedale.

Ora si torna a parlare di legionella. Ma nel vecchio ospedale. E questa volta con conseguenze devastanti per una donna di 71 anni. La paziente ricoverata al SS. Annunziata di Cento in estate, venne trasferita nel reparto di nefrologia di corso Giovecca il 26 agosto. Da qui, visto l’aggravarsi delle sue condizioni, finirà in Rianimazione. Il decesso avverrà il 7 ottobre. Causa della morte, appunto, la legionella, che la donna avrebbe contratto mentre era ricoverata.

Di quella morte la città ne viene a conoscenza attraverso un blog, Osservatorio Cosapubblica. Lo stesso che aveva messo in guardia più di un mese fa del pericolo che si annidava nelle condotte idriche di Cona. Nel frattempo Arpa ha effettuato i campionamenti dell’acqua e il Sant’Anna ha provveduto alla bonifica delle possibili fonti della contaminazione e verificato che la contaminazione non si fosse estesa anche ad altri pazienti, in particolare quelli ricoverati nella stessa stanza della 71enne. La legionella, infatti, colpisce più facilmente persone in età avanzata con problemi di immunodeficienza. Praticamente la scheda clinica tipica di chi è ricoverato in nefrologia.

Il fascicolo con le conclusioni diagnostiche, che accerterebbero appunto il decesso per legionella, è stato inviato al dipartimento di sanità pubblica dell’Asl e alla Regione. Non risulta però uguale trasmissione alla procura, come conferma il portavoce della procura Nicola Proto: “Lo abbiamo appreso solo dalla stampa”.

A questo punto da via Mentessi non escludono la possibilità dell’apertura di un fascicolo come atto dovuto per chiarire i contorni della vicenda.