La protesta della Lega oggi al Senato

Prima la bagarre al Senato, con i cartelli e le urla dei senatori della Lega contro il premier, proprio mentre Monti spiega le decisioni dell’Europa e l’apertura sulla Tobin Tax. Poi le indiscrezioni sugli ultimi emendamenti, che smorzano ulteriormente l’efficacia delle liberalizzazioni, le proteste del Pd (Bersani: “Stupefatti da debolezza sulle liberalizzazioni”) e le parziali aperture dell’Idv, che però poi annuncia di votare contro una manovra ritenuta ancora iniqua. Nuova giornata di tensioni nella maggioranza che sostiene l’esecutivo, mentre domani il governo porrà la fiducia alla Camera sul testo presentato in Commissione.

La Lega urla

Seduta sospesa questa mattina al Senato per le urla e le contestazioni leghiste al presidente del consiglio Mario Monti, che stava relazionando sul vertice europeo dell’8 e 9 dicembre. Monti è stato più volte interrotto da contestazioni, provenienti dai banchi del Carroccio, e il presidente del Senato Renato Schifani è stato costretto a richiamare più volte all’ordine l’aula, fino alle decisione di sospendere della seduta. “Parlaci piuttosto delle pensioni!”, gridava per esempio la senatrice Angela Maraventano riferendosi alla manovra economica finanziaria del nuovo esecutivo. Alla parola “Unione Europea”, Rosy Mauro ha urlato: “Ma quale unione?” La Lega ha issato anche cartelli, non inquadrati dalle riprese tv, con slogan come “Basta tasse”, “non è una manovra, è una rapina” e “giù le mani dalle pensioni”. A questo punto Schifani è sbottato: “Una sceneggiata mortificante per il Senato”.

Dopo una decina di minuti di interruzione, la seduta è ripresa e Monti ha proseguito il suo intervento senza commentare l’accaduto. Ma i senatori della Lega si sono messi tutti in piedi ai loro banchi, chiacchierando tra di loro e volgendo volutamente le spalle al premier.

Liberalizzazioni sempre più soft

Frenata sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Nel testo della manovra all’esame dell’Aula si prevede che possano essere venduti fuori dalle farmacie i farmaci “senza ricetta medica”, dopo che il ministero della Salute, sentita l’Aifa, avrà individuato l’elenco di questi farmaci “entro 120 giorni” dall’entrata in vigore della legge. Si allarga anche la tipologia di farmaci esclusi dalla liberalizzazione, che comprenderà quelli “del sistema endocrino” come la pillola, e quelli iniettabili. Nel testo dell’emendamento del governo all’articolo 32 della manovra, approvato nella tarda serata di ieri dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, si stabilisce che la vendita di farmaci “negli esercizi commerciali” sarà possibile “nei Comuni aventi popolazione sopra i 12.500 abitanti” e “comunque al di fuori delle aree rurali”, e che parafarmacie e grande distribuzione dovranno avere “requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi fissati con decreto del Ministro della salute”, adottato “entro sessanta giorni” dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto e previa intesa in Conferenza Stato-Regioni. Con lo stesso decreto saranno anche definiti, sentita l’Aifa, “gli ambiti di attività sui quali sono assicurate le funzioni di farmacovigilanza da parte del Servizio sanitario nazionale”. Il nuovo elenco dei farmaci di fascia C “senza ricetta” sarà “periodicamente aggiornabile” con i farmaci per i quali “permane l’obbligo di ricetta medica e dei quali non è consentita la vendita” fuori dalle farmacie.

Una smorzatura accolta molto male dal Partito democratico. “Siamo stupiti, per non dire stupefatti, da alcune debolezze sulle liberalizzazioni”, ha detto il segretario Pier Luigi Bersani nel corso di una conferenza stampa di presentazione della rivista ‘Tamtam Democratico’. Ci sarà comunque tempo, ha spiegato, di “presentare emendamenti in Aula dopo la chiusura troppo brusca dei lavori della commissione”. Si tratta della prima, vera critica dei democratici ad una manovra che invece continua a essere ritenuta iniqua dall’Idv, che ha annunciato il voto contrario. “La profonda iniquità non è venuta meno”, soprattutto per quanto riguarda “l’evasione fiscale e sul capitolo delle frequenze tv”. Così Massimo Donadi, al termine di una lunga riunione per una riflessione sulle modifiche al decreto Monti annuncia che “voteremo contro” la manovra.

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20.50 – Noi Sud voterà contro. Noi Sud voterà contro la manovra economica. I deputati del gruppo guidato da Arturo Iannaccone oggi hanno votato a favore della pregiudiziale della Lega, respinta dall’Assemblea di Montecitorio, e domani voteranno contro sul decreto Monti.

20.45 – Bossi: “Noi non facciamo casino”. ‘Noi non facciamo mai casino, facciamo politica”. Così il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta lasciando Montecitorio, i disordini provocati oggi dal Carroccio in aula al Senato. Per una riappacificazione tra il Pdl e la Lega, Berlusconi “deve dare l’esempio in Aula. Le cose si conquistano”, dice Bossi, commentando l’incontro previsto per domani con il leader del Pdl, Silvio Berlusconi.

20.30 – Camera, ok a seduta fiume. L’Aula della Camera ha approvato la richiesta avanzata dalla Lega di tenere una “seduta fiume” per tenere la discussione sul complesso degli emendamenti alla manovra.

20.04 – Respinto pregiudiziale di costituzionalità presentato dalla Lega. La Camera ha respinto al pregiudiziale di costituzionalità presentata dalla Lega Nord alla manovra.

20.00 – Berlusconi: “Perplessità sulla manovra”. Domani Silvio Berlusconi incontrerà Umberto Bossi a Roma, e sulla manovra dice: ”Le modifiche non le conosco ancora tutte, stiamo valutando ma abbiamo molte, molte perplessità”.

19.32 – Il governo non replica. Il governo non ha replicato alla conclusione della discussione generale nell’Aula della Camera sulla Manovra economica.

19.25 – Gelmini concorda con Bersani. “Tutto avrei immaginato tranne che andare d’accordo con Bersani. Ha ragione, le liberalizzazioni del governo Monti sono troppo timide”, è il tweet di Mariastella Gelmini.

19.00 – Domani fiducia alla Camera. Domani alle 10 il governo porrà alla Camera la questione di fiducia sulla manovra. Il testo sarà quello uscito dalla Commissione. E’ quanto è emerso dalla Conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Se questo timing verrà rispettato, venerdì alle 9 ci saranno le dichiarazioni di voto; dalle 10 alle 12 inizierà la chiama; al termine l’esame degli ordini del giorno. Si andrà quindi alle dichiarazioni di voto sul complesso a partire dalle 18.30. Alle 19.30 si prevede il voto finale.

18.43 – Di Pietro ci accingiamo a votare no. ”Prendiamo atto che tutte le forze politiche hanno dichiarato che questa manovra è iniqua e ingiusta, però si accingono a votarla”, ha evidenziato Di Pietro. “Queste forze politiche tradiscono il loro mandato elettorale, rinunciando a modificare la manovra”, ha sottolineato il leader dell’Idv. Inoltre, ha fatto sapere Di Pietro, l’Idv “da adesso fino all’ultimo momento continuerà a presentare emendamenti per portare maggiore equità”.

18.32 – L’Aula chiude discussione generale. L’Aula della Camera ha approvato a maggioranza la chiusura anticipata della discussione generale della manovra. Il voto è arrivato quando c’erano ancora decine di iscritti a parlare, per la maggior parte della Lega. Decisione e esito del voto sono stati accolti con vivissime proteste da parte dei deputati del Carroccio.

17.26 – Passera: “Su liberalizzazioni sempre interventi”. ”Sulle liberalizzazioni ci saranno sempre interventi”. Lo ha assicurato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, rispondendo così alle critiche su quella che è stata vista come una marcia indietro del governo su taxi e farmacie. “Per una cosa fatta in una settimana – ha detto a margine di un’audizione in Senato parlando delle misure di apertura del mercato – abbiamo toccato molti capitoli”.

17.15 – Schifani: “Riforma vitalizi senatori approvata all’unanimità”. “L’Ufficio di presidenza ha votato all’unanimità la riforma dei vitalizi e ora il Senato è più in sintonia con il Paese”. Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, che annuncia anche una riforma sulle indennità. “Una cosa è certa – aggiunge Schifani – che facciamo questo ma non ci arrendiamo all’antipolitica”.

17.00 – Idv: “Manovra resta iniqua, voteremo contro”. “La profonda iniquità non è venuta meno”, soprattutto per quanto riguarda “l’evasione fiscale e sul capitolo delle frequenze tv”. Così Massimo Donadi, al termine di una lunga riunione per una riflessione sulle modifiche al decreto Monti annuncia che “voteremo contro” la manovra.

16.55 – Raisi: “Fli voterà sì a manovra, ma serve più coraggio”. ”Il voto di Futuro e Libertà sarà favorevole ma ora, per evitare che i molti miliardi di euro che la manovra ha imposto ai contribuenti non siano una risorsa bruciata ma un investimento per il futuro, c’è bisogno di maggior coraggio riformatore”. Lo ha detto Enzo Raisi, deputato di Futuro e Libertà. “Il dietrofront sui taxi – sottolinea – è un messaggio deleterio: segnala la difficoltà della politica e la debolezza del governo rispetto alle singole categorie professionali, rende più complicato la prossima grande partita dei servizi professionali. Se è più facile non indicizzare le pensioni all’inflazione che liberalizzare il servizio taxi o aprire la vendita di farmaci di fascia C alle parafarmacie – spiega Raisi – allora c’è un problema di indipendenza e autorevolezza”.

16.52 – Costi politica: personale Camera passa a contributivo. Al personale della Camera si applicherà “il sistema previdenziale previsto per la generalità dei lavoratori dalla manovra” del governo Monti. Lo ha deliberato l’Ufficio di presidenza di Montecitorio. Ai dipendenti verrà dunque applicato il contributivo pro rata e sarà alzata a 66 anni l’età della pensione.

16.41 – Manovra: 150 emendamenti in aula Camera, 50 dalla Lega. Sono circa 150 gli emendamenti alla manovra presentati nell’aula della Camera. Di questi circa 50 proposte di modifica sono state depositate dalla Lega. Non tutti saranno però esaminati dall’assemblea di Montecitorio poiché dovranno passare l’esame di ammissibilità.

16.28 – Bersani: “Stupefatto da debolezza su liberalizzazioni”. Pier Luigi Bersani ha criticato la ‘timidezza’ del governo sulle liberalizzazioni. “Siamo stupiti, per non dire stupefatti, da alcune debolezze sulle liberalizzazioni”, ha detto il segretario del Pd nel corso di una conferenza stampa di presentazione della rivista ‘Tamtam Democratico’. Ci sarà comunque tempo, ha spiegato, di “presentare emendamenti in Aula dopo la chiusura troppo brusca dei lavori della commissione”.

16.20 – Fini: “Decisioni su contributivo entro gennaio”. Sul fronte dei costi della politica, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intenzionato a procedere con passo spedito. Al termine dell’ufficio di presidenza che ha introdotto il sistema contributivo per i deputati, Fini ha comunicato che ove la commissione Giovannini, (la Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa di parlamentari e di alti dirigenti della pubblica amministrazione, di Agenzie, Autorità e organi di rilievo costituzionale, presieduta dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini) “non dovesse chiudere i lavori entro il 31 dicembre prossimo, l’ufficio di presidenza sarà convocato entro il 30 gennaio per deliberare sulle nuove forme contributive, introdotte oggi, e sulle voci di spesa e servizi garantiti ai deputati”.

16.16 – Bersani: “Province diventino organismi di secondo livello. Chiesa paghi l’Imu”. “Per avere risparmi e riorganizzare il sistema è più ragionevole che le Province diventino organismi di secondo livello. Sui modi e sui tempi ci siamo rimessi alle decisioni del governo”. Lo ha specificato Pier Luigi Bersani a proposito della rioganizzazione delle province prevista dalla manovra. Per quanto riguarda l’Ici sugli immobili della Chiesa, il segretario del Pd ha sottolineato: “Noi siamo perché ciò che è commerciale, paghi. C’è una norma sulla separazione delle funzioni commerciali dalle altre che ha dato luogo ad applicazioni ambigue -ha aggiunto il segretario del Pd- e anche Bagnasco lo ha riconosciuto. Per questo, si dovrebbe fare una norma più chiara e magari impegnare i Comuni a discernere la situazioni, vedendo caso per caso dentro un criterio meglio definito, ma prima io suggerirei di fare un giro per le Caritas diocesane…”.

16.02 – Costi politici: deputati potranno rinunciare a vitalizi. Su proposta della presidente del Pd Rosy Bindi, l’ufficio di Presidenza della Camera ha dato il via libera a una modifica del regolamento interno che, a partire dal primo gennaio 2012, permetterà a ciascun deputato di rinunciare al proprio vitalizio, cosa oggi non possibile. Inoltre, spiega Bindi al termine della riunione, “ciascuno potrà concordare per sè l’applicazione di un regime meno favorevole di quello in vigore”.

15.54 – Contributivo per pensioni dei deputati. L’ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera al passaggio al sistema contributivo pro rata per le pensioni di tutti i deputati a partire dal 1 gennaio prossimo, innalzando l’età minima per la pensione dai 50 ai 60 anni. Idv e Lega hanno votato contro la delibera perché, sostengono, “si poteva fare di più”.

15.35 – Domani Conferenza delle regioni e delle province. Il presidente Vasco Errani ha convocato una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per domani alle ore 10.00, a Roma. All’ordine del giorno: le valutazioni sulla manovra del Governo Monti e la prosecuzione del dibattito sull’ipotesi di autoriforma delle istituzioni regionali.

15.18 – Bersani: “Modifiche vanno nel senso auspicato”. ”Le modifiche vanno nella direzione auspicata, ci sono ancora un paio di questioni aperte ma nell’insieme si è fatto un lavoro efficace e credo che porti visibili i segni del nostro lavoro”. Pierluigi Bersani apprezza così le correzioni fatte in commissione alla manovra. “Il mondo non finisce qui – sostiene Bersani – e anche nei prossimi mesi faremo valere le nostre idee. Non si può pretendere che il governo faccia il 100% di quello che faremmo noi ma intendiamo far pesare ancora le nostre idee”.

14.30 – Bossi: “Berlusconi traffica con i comunisti”. “Lui e’ a casa. Io sto qua, ma vedo che traffica con i comunisti”. Cosi’ Umberto Bossi a proposito dell’ex premier, Silvio Berlusconi, ribadendo l’accusa rivoltagli nei giorni scorsi.

14.27 – Bossi: “Padania è mio paese, può agganciarsi a moneta tedesca”. ”Il mio Paese di riferimento e’ laPadania”. Così il leader della Lega Umberto Bossi risponde a chi gli domanda se sia preoccupato per la situazione dell’Italia. Parlando a Montecitorio, Bossi nega di avere in mente il conio di una moneta padana (“No, è presto”), ma aggiunge: “Potremmo agganciarci a un’altra moneta quando ci sarà l’euro a due velocità”. Alla Germania? “Per esempio”, risponde il Senatur.

14.25 – Bossi: “Manovra non serve a nulla, non crea posti di lavoro”. La manovra del governo Monti ”non serve a niente, perché non crea posti di lavoro”. Il leader della Lega Umberto Bossi, parlando con i cronisti a Montecitorio, ribadisce con queste parole un giudizio già espresso nei giorni scorsi.

14.09 – Vertice Monti con ministri: “Non abbiamo parlato di manovra”. ”Non abbiamo parlato di manovra”.Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, ai cronisti che lo attendono al Senato. Il capo del governo dopo l’informativa sugli esiti del Consiglio europeo si è infatti soffermato fino alle due circa a palazzo Madama dove si è riunito con il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli e il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero.

13.57 – Vendola (Sel): “La Lega smetta di abbaiare e taccia”. ”La Lega dovrebbe avere il pudore ditacere e non di abbaiare, avendo belato per anni”. Così il leader nazionale di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha commentato oggi a Bari, parlando con i giornalisti a margine di un incontro, la protesta inscenata dal Carroccio oggi al Senato, durante la discussione della manovra. Per Vendola “la Lega fa delle contestazioni che sono soltanto frutto della demagogia. La Lega ha compartecipato col ministro Tremonti – ha aggiunto – a un’opera sistematica di macelleria sociale in questi anni”. “La Lega – ha concluso Vendola – è corresponsabile dell’impoverimento del Paese e dello smottamento sociale drammatico dei ceti medi”.

13.47 – Lega: “Governo si è sistemato pensione”. ”Alcuni organi d’informazione hanno erroneamente riportato la notizia secondo cui il governo Monti avrebbe deciso di portare a 65 anni anche i vitalizi dei parlamentari. Decisione che sottoscriviamo pienamente ma che in realtà è stata presa in totale autonomia dal Parlamento e che comunque era già prevista per i parlamentari eletti dopo il 2006 secondo il decreto presidenziale del 23 luglio 2007”. Lo scrivono in una nota i deputati della Lega Nord, Matteo Bragantini e Raffaele Volpi. “Il governo ha invece previsto, nell’articolo 23 comma 6 della manovra, che ai dipendenti pubblici che diventano ministri o sottosegretari il periodo di aspettativa venga considerato ‘utile ai fini dell’anzianita” di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza (Tfr), con riferimento all’ultimo trattamento economico in godimento”. “Questo dimostra come questo governo, che chiede sacrifici agli italiani, si sia invece sistemato bene le proprie situazioni economiche e previdenziali. Se, come dicono, sono servitori dello Stato, potevano benissimo dedicare un anno della loro vita al Paese ricevendo ‘solò il compenso da ministri o sottosegretari, visto che il loro trattamento economico come dipendenti statali è già ben retribuito”.

13.44 – Codacons: “Con manovra anche farmaci di fascia A al supermercato”. Con “l’ultima modifica introdotta in manovra, il Governo ha dimezzato la stretta sulle farmacie, cambiando la lista dei farmaci che potremo acquistare anche nei supermercati. E’ un evidente cedimento alla lobby dei farmacisti, dopo il dietrofront gia’ verificatosi sui taxi. E per fortuna questo doveva essere il Governo chiamato alle scelte impopolari e difficili”. Lo afferma il Codacons aggiungendo in una nota che visto “che nei supermercati e’ gia’ obbligatoria la presenza dei farmacisti, non si capisce per quale ragione non si possano vendere non solo tutti i farmaci attualmente di fascia C ma anche quelli di fascia A”

13.37 – Reguzzoni (Lega): “Manovra iniqua ma avremo atteggiamento costruttivo”. “L’atteggiamento della Lega sara’ come al solito costruttivo, ma il governo ha imboccato la strada di voler mettere la fiducia e senza discutere i nostri emendamenti in aula, che da circa 600 abbiamo ridotto a solo una ventina proprio per un atteggiamento di collaborazione, senza voler fare ostruzionismo”. Detto questo, pero’, il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, ospite di ’28 minuti’ su Radio 2, ribadisce che la Lega resta “convinta che questa sia una manovra iniqua, cattiva perche’ colpisce i deboli e molto dannosa”

13.24 – O. Napoli: “Lega rischia isolamento senza gudagno voti”. “Quanto e’ accaduto al Senato e’molto grave. La gazzarra dei senatori leghisti, accompagnata da ingiurie volgari contro il presidente Schifani, rimanda l’immagine di un partito in evidente difficoltà di strategia. La secessione non c’è nè per l’oggi nè per il domani. Un simile spettro potrebbe materializzarsi solo in un caso: il collasso dell’euro e una regressione delle politiche comunitarie, eventi, va detto, tutt’altro che scongiurati”. Lo afferma il vicepresidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli.“La manovra del governo rimane pesantemente squilibrata dal lato della crescita. Senza la crescita è destinato ad ampliarsi il già pesante divario Nord-Sud e proprio su questo punto insiste l’opposizione leghista. A Bossi non sfuggirà, però, che l’opposizione aggressiva al governo fino a coinvolgere le istituzioni offre l’immagine di una ribellione sterile senza peraltro la garanzia di futuri dividenti elettorali”, conclude.andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio”.

13.24 – Riscossione condoni, un anno in più di tempo. Il Fisco avrà un anno in più, fino al 31 dicembre 2013, per le attività di accertamento legate al recupero delle somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla legge finanziaria 2003. Lo prevede il testo del decreto legge sulla manovra all’esame dell’Aula della Camera.

13.22 – Schifani (Pdl): “E’ venuto il momento di fare squadra in Parlamento”. Renato Schifani ha auspicato che le forze politiche sappiano fare squadra in parlamento. “E’ giunto il momento che in Parlamento si faccia squadra, cosi’ come si fa squadra attorno al governo retto da partiti provenienti da coalizioni diverse ma che lavorano insieme”, ha spiegato il presidente del Senato intervenendo a una presentazione i olii italiani. “Questo sara’ un anno di grande impegno e di grandi sfide, e noi siamo pronti ad accettarle”, ha assicurato, “dobbiamo decidere piu’ velocemente”.

13.21 – Lupi (Pdl): “Riconosciuto valore famiglia”. “Abbiamo lavorato duramente, anche attraverso il confronto aspro con il governo, ma alla fine siamo soddisfatti perche’, all’interno di una manovra che continua a non essere la nostra manovra, siamo riusciti ad affermare un importante principio”. Cosi’ Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei deputati. “Per la prima volta, infatti, viene riconosciuto il ‘fattore famiglia’, cioe’ la centralita’ assoluta del soggetto che, piu’ di altri, ha subito il peso della crisi. Questo avviene attraverso l’aumento delle detrazioni, da 200 a un massimo di 400 euro, dell’Ici e con la riscrittura dell’Isee. E’ un segnale importante perche’ sostenere la famiglia significa lavorare per il futuro del paese'”

13.20 – Manovra, si allenta tassa lusso, rischio aumento per sigarette. Diventa più leggera la tassa sulle auto e le barche di lusso e le mancate entrate potranno arrivare da un aumento delle sigarette. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra, approvato dalle commissioni della Camera. Il testo del decreto legge sulla manovra all’esame dell’Aula prevede che l’addizionale erariale della tassa automobilistica sia ridotta al 60 per cento, al 30 per cento e al 15 per cento dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo e che passati i 20 anni non sia più dovuta. Per barche la tassa è ridotta del 15 per cento, del 30 per cento e del 45 per cento decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Di conseguenza si introduce, “la previsione di una clausola di copertura – si legge nel testo – in base alla quale con decreto direttoriale della Amministrazione autonoma dei monopoli è rideterminata l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un gettito pari all’onere derivante dal comma”.

13.14 – Manovra: Camera, verso fiducia domani, voto finale venerdì. Potrebbe essere posta domani dal governo nell’Aula della Camera la questione di fiducia sulla manovra economica. L’ipotesi a cui si lavora sarebbe quella di far proseguire la discussione generale per l’intera giornata di oggi, eventualmente con una seduta notturna, per porre la fiducia domani. La fiducia verrebbe votata venerdì, e nella stessa giornata dovrebbe tenersi anche il voto finale sul provvedimento che, a quel punto, passerebbe al Senato.

12.56 – Manovra, Gasparri: ” Pdl rivendica difesa su liberalizzazioni”. ”Nella manovra il Pdl ha chiesto e ottenuto modifiche sulla prima casa, sulla vicenda delle pensioni e sulla difesa di alcune categorie, perché liberalizzare è bene ma andare a colpire indiscriminatamente alcuni settori sarebbe stato un errore”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pld, Maurizio Gasparri, che ha aggiunto: “Quindi rivendichiamo un’azione in difesa degli interessi reali di alcune categorie”.

12.55 – Finocchiaro (Pd): “Tobin tax passo avanti per l’Italia”. “Ho trovato molto interessante la risposta alla Lega con cui il presidente Monti ha riprovato a portare la discussione sulla tassazione sui binari della razionalità e non della propaganda”. Così la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, commenta i riferimenti di Monti sulla Tobin Tax. “Monti ha detto che la pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie può diminuire se l’idea italiana della tassazione sulle rendite finanziarie potrà prendere corpo. Per un Paese che era abituato non solo a non tassare le rendite finanziarie, ma anche a premiare operazioni elusive nei confronti delle regole fiscali, mi pare un’affermazione molto seria ed anche con un cuore di speranza dentro” ha commentato Finocchiaro.

12.52 – Manovra, Casini: “Primo segnale concreto a famiglie italiane”. ”E’ una manovra d’emergenza, fatta in condizioni difficili, e lascia l’amaro in bocca a tanti italiani. Capiamo il malumore e l’angoscia, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno: per la prima volta nella storia italiana si afferma il principio per noi fondamentale, che in Italia il nucleo familiare conta qualcosa”. Così il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che ha commentato la manovra del governo Monti. “Oggi nel nostro Paese chi fa figli è un eroe. Ma finalmente arriva un primo segnale concreto”, ha aggiunto.

12.44 – Senato, Schifani commina censura per leghista Montani. Il presidente del Senato Renato Schifani ha comminato la censura nei confronti del leghista Enrico Montani. Quest’ultimo aveva rivolto delle “pesanti ingiurie” al presidente di Palazzo Madama durante l’intervento del premier Mario Monti sul Consiglio Europeo.

12.22 – Manovra: bollo scudati sale a 13,5 per mille in 2013. Rivista al rialzo l’imposta di bollo sui capitali scudati nella versione del decreto legge all’esame dell’Aula: il testo prevede infatti che l’imposta abbia aliquote del 10 per mille nel 2012 e del 13,5 per mille nel 2013. Nella versione precedente l’aliquota era del 10 per mille in entrambi gli anni. L’aliquota ordinaria è fissata al 4 per mille.

12.21 – Manovra, il Pd presenta tre emendamenti, uno su ‘pensioni precoci’. Il Pd ha presentato tre emendamenti alla manovra. La decisione è stata presa per recuperare su quello che il gruppo Pd definisce “un colpo di mano” del presidente della commissione Finanze Gianfranco Conte. Gli emendamenti per evitare penalizzazione lavoratori precoci che rischiano di andare in pensione con forti decurtazioni, per ripristinare il testo originale sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci e per far rientrare strade e autostrade nell’Autorità sui trasporti.

12.15 – Lega a Monti: “Non si fa crescita vendendo viagra alle coop”. “Non si fa crescita vendendo il Viagra alle Coop”. Lo ha detto il senatore della Lega Nord Massimo Garavaglia, il primo senatore a prender la parola dopo la bagarre del Carroccio condita con insulti al presidente del Senato. Garavaglia, dopo questa battuta che ha suscitato l’approvazione della pattuglia leghista, ribadisce la netta contrarietà del partito di Bossi alla manovra. “Caro professor Mario Monti, il suo può essere considerato il governo Prodi III, perché aumentano le tasse, la spesa pubblica e voi mettete ancora più tasse”. Riguardo alle intemperanze leghiste, Garavaglia le giustifica così: “siamo l’unica forza all’opposizione, siamo 25 contro 300 e dobbiamo farci sentire”.

12.13 – Crosetto: “Manovra sommata a crisi crea rischio recessione”. “Sono convinto che la somma delle manovre e della crisi sia pericolosissima e non vorrei che la secessione diventasse una necessità per il Nord”. Lo ha detto Guido Crosetto, deputato Pdl, ad Agorà su Rai Tre.

12.06 – Gasparri (Pdl): “Consiglio a governo di mettere la fiducia”. “Quella di mettere la fiducia è una decisione che spetta al governo. Personalmente, vedendo l’imperizia di alcuni suoi esponenti, che vedo spesso in affanno, gli consiglierei di metterla, la fiducia” sulla manovra. Lo ha detto il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri, parlando con i giornalisti al Senato.

11.55 – Bricolo (Lega): “Manovra è rapina a Nord e famiglie”. “Questa non è una manovra, ma una rapina ai danni del nord e delle famiglie”. Lo ha detto il presidente dei senatori leghisti Federico Bricolo parlando con i giornalisti al Senato. Bricolo ha aggiunto che la Lega si opporrà, ma senza fare ostruzionismo: “Presenteremo 26 emendamenti su un totale di 300” ha precisato. Alla domanda sulle ragioni per cui la Lega ha attaccato Monti sulla manovra durante l’informativa il cui tema era il Consiglio europeo, Bricolo ha detto che “si parlava di Europa e in Europa Monti con la sua manovra ha venduto i nostri interessi rispetto a quelli dei Paesi che contano, Germania e Francia”

11.53 – Manovra, Finocchiaro (Pd): “Al Senato sarà blindata”. Il Senato non potrà emendare la manovra. A chiarirlo è stata Anna Finocchiaro. “Non credo ci siano spazi per correzioni della manovra, quando arriverà al Senato sarà blindata”, ha assicurato la presidente dei senatori del Pd ai cronisti

11.52 – Dal Pdl a Lega: “Rispetto per Schifani”. “A nome del gruppo parlamentare del Pdl segnalo ai colleghi della Lega che il Presidente del Senato ha l’obbligo di consentire all’Aula il regolare svolgimento dei lavori. Stigmatizziamo, infatti, le loro dichiarazioni e li invitiamo a un maggiore rispetto, nell’ambito della dialettica democratica che proprio il Presidente del Senato garantisce a tutti”. Così Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente dell’Ufficio di Presidenza del Senato.

11.29 – Schifani: “Se ingiurie sono vere, prenderò provvedimenti”. “Se sono vere le ingiurie riportate su alcuni resoconti, mi riserverò di prendere provvedimenti”. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha reagito così agli insulti che gli sono arrivati dai senatori della Lega durante l’intervento di Monti relativo al vertice europeo. Numerosi senatori della Lega, tra cui soprattutto Enrico Montani, hanno gridato a Schifani: “Va a cagare!”, e “Pagliaccio!”, offese registrate da telecamere e microfoni.

11.29 – Donadi: “Novità positive, Idv rifletta sul voto”. “Le modifiche introdotte ieri nella manovra sono significative, riguardano aspetti non marginali e introducono aspetti di equità”. Parola del capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, che sollecita una riflessione del suo partito sul voto contrario alle misure del governo, “che fino a ieri sembrava scontato”. “Ci sono ancora troppe ombre, passi indietro sulle liberalizzazioni e sui tagli ai costi della politica – osserva Donadi – Mancano temi fondamentali come l’assegnazione delle frequenze tv e la lotta all’evasione fiscale”. Ma “non si può ignorare – aggiunge il capogruppo Idv – che la domanda di equità ha trovato risposte, seppur minime, nel governo e che la situazione disastrosa del debito pubblico italiano impone scelte dolorose. Per questo, ciò che fino a ieri sembrava scontato, il voto contrario, deve essere oggetto di attenta riflessione da parte di Idv”.

11.27 – Baretta: “In arrivo nuovi emendamenti, governo dica sì”. ”Ci attendiamo che il governo recepisca alcuni emendamenti che saranno presentati in queste ore e che serviranno a completare l’itinerario delle modifiche che non si è potuto concludere questa notte”. Lo ha detto il relatore alla manovra Pierpaolo Baretta, intervenendo in Aula alla Camera in apertura della discussione generale sulla manovra.

11.27 – Franceschini (Pd): “Stop alla liberalizzazione dei farmaci”. “In una manovra profondamente migliorata in tema di equità, purtroppo stanotte con un colpo di mano del presidente della commissione, è stato inserito un emendamento del governo che sostanzialmente annulla la liberalizzazione dei farmaci, mentre era in corso un ripensamento da parte dello stesso governo. Il Pd era e resta contrario a quel testo”. Così il capogruppo del Pd Dario Franceschini alla Camera ha replicato a chi, in Transatlantico, gli ha chiesto di commentare l’esito dei lavori parlamentari.

11.25 – Reguzzoni lascia seduta comitato Copasir per protesta. Marco Reguzzoni ha lasciato questa mattina la seduta del Copasir, riunito per l’audizione del direttore del Dis, Gianni De Gennaro. Il capogruppo del Carroccio avrebbe sostenuto che la presidenza del Copasir spetta alla Lega, unico partito di opposizione.

11.19 – Senatori Pd escono quando parla Lega. Molti senatori del Pd hanno lasciato l’Aula quando il senatore leghista Garavaglia ha preso la parola per rispondere all’intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, dedicato al vertice europeo. La protesta, spiegano alcuni senatori democratici, nasce dal fatto che gli esponenti del Carroccio avevano contestato il discorso di Monti dall’inizio alla fine esibendo anche dei cartelli contro la manovra del governo.

11.18 – Monti: “La prossima volta verrò in aula prima di summit Ue”. ”Mi riprometterei per le prossime volte, se il Senato me lo consente, di intrattenermi con voi in via preventiva rispetto ai consigli europei”. Lo ha detto il premier Mario Monti chiudendo il suo intervento in Aula al Senato.