Gazebo e volantinaggi fuori dalle scuole superiori dell’Italia settentrionale. I giovani padani seguono il ritorno alla Lega Nord all’opposizione riprendendo le battaglie contro il sud e contro quella “coesione territoriale” lanciata dal premier Mario Monti. Sabato mattina, all’uscita degli studenti da 261 scuole superiori, i militanti hanno distribuito volantini sulle disparità tra le scuole e le università meridionali e quelle settentrionali. “Nelle scuole superiori del sud ci sono il doppio di diplomati con 100 e 100 e lode rispetto al nord – dichiara il deputato del Carroccio Davide Cavallotto – . Ci rispondono: ‘Perché vi lamentate? Se sono di più vuol dire che studiano di più’. Però i dati del rapporto Ocse-Pisa del 2009 affermano che giù la preparazione è catastrofica, fortemente inferiore alla media europea, mentre in Italia la preparazione migliore è nel nord ovest”. E aggiunge: “Monti ha fatto un ministero della coesione territoriale, che in realtà, tra i banchi, non c’è”.

L’ultima relazione sull’istruzione curata dall’organismo internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico segnalava che la qualità delle scuole lombarde è sopra la media europea, ma anche che la Puglia registra dei progressi mentre il nord est indietreggia. “Si tratta di dati oggettivi, non mi risulta che l’Ocse sia un organo della Lega”, aggiunge il deputato. “Come è possibile che gli studenti lombardi che all’ultimo esame di maturità hanno ottenuto la valutazione di 100 o 100 e lode sono stati circa il 4,3% di coloro che hanno sostenuto la prova mentre in Puglia il dato si attesta intorno al 9,3%?”, è la domanda posta da Matteo Mognaschi, coordinatore federale del settore istruzione del movimento. “O il Sud è pieno di menti geniali e al Nord sono tutti somari, o forse nessuna delle due. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona nel sistema scolastico di questo Paese”. Ne consegue un problema, continua: “Spesso si tiene conto del voto di maturità per stilare le graduatorie per l’ingresso nelle nostre università o per la distribuzione delle borse di studio”. Una cosa “assurda”, dichiara.

Per il Carroccio la faccenda non si riduce solo alla “meritocrazia”, ma diventa anche una questione di “sghei”, “dané” andando a vedere le differenze dei costi sostenuti dagli studenti universitari: “In linea di massima al sud le tasse d’iscrizione sono quasi la metà”, dice Cavallotto. Questa lamentela si fa più forte dopo la bocciatura del Tar lombardo all’innalzamento dei costi d’iscrizione all’Università di Pavia: “Se mancano i finanziamenti agli atenei la soluzione non è alzare le tasse a quelli del nord”.

Questa situazione, per Cavallotto e per Lucio Brignoli, coordinatore del Movimento giovani padani, è “una secessione di fatto”. Secondo il deputato queste condizioni potrebbero solo aggravarsi con le nuove tasse del governo Monti, con il ritorno dell’Ici sulla prima casa e i tagli alle pensioni di anzianità. Da rappresentante leghista alla commissione Cultura e Istruzione alla Camera ha già parlato con il neoministro Francesco Profumo (ex rettore del Politecnico di Torino) al momento del voto di fiducia in Parlamento, portando alla sua attenzione la mancanza di fondi per l’edilizia scolastica e il divario nord-sud: “C’è la sua disponibilità a trattare l’argomento, ma ha già detto che bisogna alzare le tasse perché mancano i finanziamenti. A breve preparerò un’altra interrogazione parlamentare sulle disparità”.