Sull’orlo del baratro finanziario, accerchiati da galli e teutoni di Eurolandia, verrebbe voglia di dar retta a Davide Rondoni e ritirarci in qualche monastero benedettino aspettando, come suggerisce il poeta sull’Avvenire, che passi ‘a nuttata e i barbari se ne vadano. “Ora et labora”. O meglio, secondo i dettami della Compagnia delle Opere, “Ora et fattura”. E nel silenzio claustrale della nostra cella, cos’altro leggere se non il libretto del Mulino sul comandamento evangelico Ama il prossimo tuo? Intenso come sempre il sermone di Enzo Bianchi, ma ancor più illuminante quello del profeta nerobarbuto Massimo Cacciari (titolo: “Drammatica della prossimità”). Eccone alcuni gustosi assaggi:

«Anche questo mandatum è pleroma, non katalysis della Legge, salvezza del nomos stesso nel suo radicale rinnovarsi».

«Il Signore si ab-solve e si ad-prossima, senza mai che la relazione possa risolversi in astratta identità, in Unum est. L’Uno è Unus ed ek-siste, patibilis et patiens…Ma se il Sé non diventa capace di odiare la propria philautia (ed in ciò consiste il significato autentico di metanoia, di conversio), di fare esegesi di sé al prossimo…? ».

«Il Figlio che è uomo, noi, i figli, nel cuore del Theós Agape. La sua sovrabbondanza, il suo essere Agathós, potremmo dire, custodisce in sé ab aeterno tutti i loro pathemata. Dio è proximus perché plesios in sé – e per questo può essere vinto d’amore per il plesios che incontra e invocarne la philia».

Amen. Se è così che Cacciari ama il prossimo, preferiamo non essere amati. Ci dimettiamo da prossimi suoi. Sarà colpa della Crisi, anzi della cacciariana Krisis, ma lo spread linguistico tra noi e il prof è schizzato a livelli insostenibili. Metti che facciano lo stress test ai lettori: non lo passiamo di certo. Ci declassano tra i Pigs (Popoli Ignoranti, Grossolani e Superficiali) insieme a greci e irlandesi. Ma forse a rischiare il default, quanto meno sul piano sintattico, è proprio il filosofo veneziano. Tanto che da qualche giorno un gruppo di Indignados è accampato per protesta davanti alla Facoltà di Filosofia Vita-Salute di don Verzé. «A’ Massimo! – gridano i manifestanti – Rispetta il primo comandamento: fatti capire!»

Saturno, 4 novembre 2011