Visto il loro curriculum, c’è da prenderli sul serio. Sono stati finora oltre settanta i siti istituzionali o commerciali in tutto il mondo presi di mira dal network di Hacker Anonymous che, tra le loro battaglie – oltre a quella per la trasparenza – hanno preso a cuore la difesa di Julian Assange e di Wikileaks.

Con il prossimo obiettivo puntano molto in alto : hanno annunciato – naturalmente online – che il 5 novembre convergeranno in un attacco teso a “distruggere” Facebook. Come motivazione citano la scarsa attenzione del sito di Mark Zuckerberg per quanto riguarda il rispetto della privacy: in particolare, una nuova bacheca (chiamata “Timeline”) che il sito blu sta per lanciare, aumenterà di molto le informazioni sensibili condivise dagli utenti (anche contro la loro volontà). “Facebook – accusano gli hacker – vende le informazioni in suo possesso ad agenzie governative e fornisce accesso clandestino ai suoi database ad aziende private che si occupano di sicurezza”. Tutto questo, aggiungono, per “spiare le persone in tutto il mondo”.

Gli anonimi, perciò, intendono “distruggere Facebook per garantire la libertà su Internet e per il diritto di tutti alla privacy”. Visto che il gruppo di hacker non ha leader nè capi, non è detto che questa operazione sia condivisa da tutti gli Anonymous sparsi nel mondo: fonti stesse interne al gruppo hanno confermato l’attacco, aggiungendo però che non per forza “l’intera organizzazione sia d’accordo”. Vedremo presto che succederà: sarà sufficiente seguire le varie pagine degli Anonymous… anche sullo stesso Facebook.

Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2011