Giovanni Paolo Bernini si è consegnato alle forze dell’ordine in tuta e occhiali da sole, con la calma e la cortesia che l’ha sempre contraddistinto, senza rinunciare a un pizzico di civetteria: nonostante la grave situazione era curato e pettinato come sempre.

Prelevato verso le 7,30 da casa, è stato portato in Comune per recuperare alcuni documenti e del materiale utile alle indagini della Guardia di Finanza, e portato in cella nel carcere di Forlì, con l’accusa di corruzione e tentata concussione per quanto riguarda gli appalti del servizio di mense scolastiche e per la costruzione e realizzazione di nuovi asili in città. E pensare che proprio qualche giorno fa, dopo un ritardo nella consegna dell’asilo Mary Poppins (realizzato proprio da Antonio Martelli, ai domiciliari anche lui per l’inchiesta Easy money) aveva dichiarato alla stampa e ai genitori su tutte le furie: “Qualcuno dovrebbe riferire alla magistratura il perché di questi gravi ritardi”.

Peccato che quel ‘qualcuno’ fosse proprio Martelli, il costruttore da cui aveva ricevuto favori e regali in cambio di attenzioni e favoreggiamenti, tra cui un iPad. Ma non solo: dopo lo scandalo legato all’inchiesta Green Money, che ha portato all’arresto di 11 persone proprio per corruzione e concussione, i suoi stessi capi d’accusa, aveva bacchettato il primo cittadino di Parma, Pietro Vignali, dichiarando che “si devono costruire meno rotonde e più asili. Io non appoggiai Vignali come candidato sindaco perché ero perplesso da certi ambienti che lo circondavano, quegli stessi ambienti che in questi ultimi giorni gli stanno voltando le spalle. Non dico dimenticare quanto successo, ma andare avanti per il bene dei cittadini con responsabilità politica: nel mio ufficio, nel mio assessorato io so tutto quello che succede, i miei tecnici prima vengono da me e poi caso mai danno il via ai lavori”.

Bernini ha 48 anni. Laureato in sociologia, ha iniziato la sua carriera politica all’interno dei Movimenti Politici Giovanili socialdemocratici. Nel 1988 passa al Psdi anche in sede regionale, per poi essere eletto segretario giovanile nazionale nel 1990. Nel 1994 passa a Forza Italia, appoggiando Silvio Berlusconi e diventando consigliere comunale di minoranza per la legislatura Lavagetto: ricopre la carica di vicepresidente. Nel 1998 diventa invece presidente del consiglio comunale, con Elvio Ubaldi sindaco e nel 1999 è nominato dirigente degli enti locali del centro Italia.

Tre anni dopo diventa assistente e consigliere del ministro alle infrastrutture di Berlusconi, Pietro Lunardi. Proprio in questo periodo risale la polemica per la notizia, rivelata dal settimanale L’Espresso, di un incontro a Roma alla presenza di Pasquale Zagaria, del clan dei Casalesi, e il parmigiano Alfredo Stocchi, finito il galera per corruzione e concussione. Nel 2007, con Pietro Vignali, viene eletto come assessore al personale e responsabile dell’agenzia per le politiche per i disabili., ricevendo ben 1700 preferenze in città. Nei successivi rimpasti, avrà poi la delega alle politiche scolastiche, ricevute dal collega dimissionario del Pdl Giampaolo Lavagetto.

Paolo Signorini, 53 anni, ora era a capo dell’ufficio tecnico di Bernini, funzionario comunale e braccio destro dell’assessore, al punto di vederlo spesso come suo autista. In passato è stato coordinatore locale di Forza Italia.