La costruzione di un sistema Muos alle Hawaii (da Wikipedia)

“Le colate di cemento per le antenne militari Usa sono abusive”. A dirlo è il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino. Storia di una palificazione alta fino a 150metri, di antenne denominate “Muos” che dovrebbero crescere all’interno di una sughereta, e di un inizio dei lavori di sbancamento avvenuto sotto ferragosto.

In pieno periodo festivo il sindaco ha inviato gli ispettori dei vigili urbani per verificare se effettivamente, senza autorizzazioni del Comune, motopale e camion stessero lavorando.

“Lavoravano eccome – racconta – ma hanno impedito ai nostri pubblici ufficiali l’accesso ai luoghi. Fanno i padroni in casa nostra”.

Sotto il caldo sole dell’estate, tra fichi d’India e alberi secolari, gli americani hanno dato il via all’impianto delle tre antenne, senza inviare comunicazione all’Amministrazione locale. Ciliegina sulla torta dopo che già negli ultimi 20 anni gli Usa hanno collocato 41 ripetitori nella stessa zona, al punto che ambientalisti e cittadini lottano per evitare la completa conversione delle fronde arboree in parabole a stelle e strisce.

Adesso la partita è al rialzo: dopo i deserti dell’Australia, delle Hawaii, e della Virginia, gli americani hanno scelto Niscemi. Poco prima però, il progetto delle antenne Muos era stato respinto dalla base militare di Sigonella a Catania, decisione presa per evitare interferenze tra onde elettromagnetiche e armi di svariata natura utilizzate nelle missioni nei Paesi del Mediterraneo.

“Al primo sopralluogo – racconta ancora il sindaco Di Martino – ne è seguito un secondo, con la redazione di un apposito verbale e l’invio di una denuncia alla Procura della Repubblica; gli americani non hanno fermato i lavori e si è mobilitata l’intera direzione Urbanistica comunale. Quella dell’antiabusivismo”.

Da quel momento sono scattate le procedure che hanno portato l’Amministrazione ad emanare un’ordinanza di sospensione della costruzione delle antenne.

GUERRA CON LA REGIONE.

Dietro l’inizio dei lavori e all’insaputa di cittadini e amministratori locali, c’è il “si” della Regione Sicilia. “Per questo – spiega Di Martino – ho richiesto al presidente Raffaele Lombardo di revocare il parere positivo che è stato emanato scavalcando le nostre competenze comunali”. Lo stesso Lombardo in un primo momento si era detto contrario. Ora, forte del sostegno del Pd, lascia correre. E nessuno dei deputati regionali o nazionali del partito di Bersani ha osato fiatare, lasciando di fatto solo il sindaco di Niscemi, che è sempre del Pd.

La questione si è trasferita dalle strade alle aule dei tribunali. Prima un ricorso al Tar contro l’autorizzazione dell’assessorato regionale all’Ambiente, poi comunicazioni in carta bollata per ribadire il diniego all’esecuzione dei lavori. Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì, quando i sindaci della provincia di Caltanissetta andranno a notificare di persona agli americani l’ordinanza di sospensione dei lavori. Ad accompagnarli ci saranno i cittadini del comitato “No Muos”.