“Delinquenti, delinquenti…”, cosi il ministro Maroni ha definito i partecipanti al corteo anti lega che avrebbero voluto sfilare sabato per le calli veneziane, ma che non hanno potuto farlo a causa del divieto decretato, forse su suggerimento dello stesso ministro, dal prefetto e dal questore. Un simile divieto non ha precedenti a Venezia, a tal punto che lo stesso sindaco, Giorgio Orsoni, per tutta la giornata, aveva cercato una mediazione. Invece no, nessuna mediazione, e così alla dura contestazione delle centinaia di partecipanti si è risposto con manganellate e polizia in tenuta antisommossa.

Ebbene qualche ora dopo, nella medesima Venezia, davanti agli occhi e a pochi metri dalle orecchie del ministro Maroni, e forse del prefetto e del questore, un ministro della repubblica, il senatore Bossi ha rilanciato l’ipotesi della “secessione padana“, ipotesi espressamente vietata dalla Costituzione italiana; si è trattato dunque di un appello eversivo, in senso tecnico e letterale.

Come definirebbe queste parole il ministro Maroni ? Perché non ha inviato le forze dell’ordine ad interrompere quella che lui avrebbe chiamato, in altri contesti “una manifestazione sediziosa”? Dove stavano e dove sono il prefetto e il questore? Hanno inviato un rapporto ai loro superiori, cioè allo stesso ministro, oppure hanno fatto finta di non vedere e di non sentire?

Basta con queste indulgenze, con questi sorrisini idioti e vigliacchi, ogni qual volta Berlusconi ingiuria i magistrati e Bossi alza i toni, magari per far dimenticare che ormai non ha più la forza per opporsi ad “Arcore Ladrona”, ed è costretto a parlare di secessione per allontanare gli spettri della “lotta di successione” che si è aperta dentro casa sua.

Non abbiamo indulgenza alcuna per le bombe carta, per le mazze ferrate, per la violenza in tutte le sue forme, comprese quelle verbali da chiunque commesse, ma chi si illude di poter bloccare l’indignazione popolare a colpi di cariche e di minacce, ha prima il dovere di ristabilire la legalità repubblicana e di accompagnare alla porta chi sta oltraggiando le istituzioni e sputando sulla carta costituzionale, altrimenti si renderà complice di un losco disegno di “sovversione promossa e diretta dalle classi dirigenti”, per usare una espressione gramsciana, e che ci sembra assai più grave e pericolosa di qualsiasi forma di indignazione popolare, anche perché Berlusconi e Bossi non risponderanno a nessun tribunale delle loro parole, i cittadini invece vengono identificati, denunciati e persino processati…