”Dire che questo governo ha tagliato gli insegnanti di sostegno è una bugia così come un’altra falsità è la presunta riduzione del tempo pieno”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo in studio a “Mattino 5”. Per il ministro spesso le “opinioni si sostituiscono ai numeri”, ma in realtà quest’anno gli insegnanti di sostegno a scuola “sono 94mila, il picco più alto mai raggiunto nella scuola italiana. E’ un fatto importante perché l’attenzione alla disabilità è un altro punto qualificante della scuola”.

Gelmini ha assicurato che “non è stato modificato il rapporto di un insegnante ogni due studenti e sono stati aggiunti rispetto all’anno scorso almeno 3.500 insegnanti di sostegno in più”. Poi, ha concluso, “ci sono casi in cui un insegnante di sostegno viene dato con troppa superficialità a discapito di chi ne ha veramente bisogno”. Ma “dire che questo governo ha tagliato gli insegnanti di sostegno è una bugia”. Stessa cosa per “la presunta riduzione del tempo pieno”: quest’anno “170mila alunni in più” sono al tempo pieno.

Sul problema del sovraffollamento delle classi, il ministro ha detto: ”Quelle con più di 30 alunni sono lo 0,6%, poco più di 2mila classi su oltre 340 mila totali. Non nego che il problema esista, ma non si può dare la rappresentazione di una scuola nella quale la norma sia costituita da classi con oltre 30 alunni”. Nel fare una panoramica sulla situazione dell’istruzione in Italia, la Gelmini ha affrontato anche il tema dell’inserimento degli alunni stranieri. “La scuola italiana – ha spiegato – spende svariati milioni di euro per garantire l’integrazione. Credo che uno dei fiori all’occhiello del nostro sistema di istruzione sia proprio l’attenzione a una vera integrazione, attraverso i corsi in italiano, l’applicazione delle migliori pratiche, una formazione ad hoc per i docenti”. Per il ministro è importante che non si formino quindi “classi ghetto” perché “coloro che non parlano di integrazione ma la praticano e vivono situazioni concrete, da tempo sostengono che classi in cui ci siano solo studenti immigrati non realizzano le condizioni migliori per l’integrazione”. Fissare ”il tetto del 30%” per la presenza di alunni stranieri in classe “serve per fare vera integrazione”.