Il mondo FQ

“Almeno 200mila i precari della scuola. Perché l’istruzione deve reggersi su di loro?”: Cgil contro il ministro Valditara

La Segretaria Flc Gianna Fracassi: "tra i docenti 'flessibili', quasi due su tre sono di sostegno. Supplenti aumentano del 12,7%, rispetto al 2021/2022". La risposta e i numeri di viale Trastevere
“Almeno 200mila i precari della scuola. Perché l’istruzione deve reggersi su di loro?”: Cgil contro il ministro Valditara
Icona dei commenti Commenti

È scontro sui numeri dei precari tra la Flc Cgil e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il conflitto tra il sindacato presieduto da Gianna Fracassi e il professore leghista va avanti da tempo ma in queste ore la partita è stata giocata fino ai calci di rigore: da una parte i dati sul precariato a scuola che il sindacato ha raccolto attraverso il ministero dell’Economia e delle Finanze; dall’altra la narrazione di Valditara che dev’essere presa per verità inconfutabile dal momento che da oltre un anno gli uffici di viale Trastevere non pubblicano i dati ufficiali.

Un problema non di poco conto anche per l’informazione. Il caso nasce da un’intervista che Valditara ha rilasciato nei giorni scorsi al quotidiano La Repubblica, ove indicava nella Flc Cgil il solito sindacato che ogni anno dà gli stessi numeri, invitandola a rivederli. Una richiesta che è stata accolta dalla Segretaria generale Gianna Fracassi: “Il Ministro – spiega – ha ragione, bisogna rivedere le cifre; tra i docenti, quasi due su tre sono precari sul sostegno. Trecento mila sono stati i precari nell’anno scolastico appena concluso (2025/2026), 200.000 sono i contratti a termine di questo inizio d’anno tra docenti e personale ATA, una stima per difetto e parziale, destinata a crescere strada facendo”.

L’analisi della Flc Cgil è dettagliata e analitica: il totale dei supplenti nell’anno scolastico 2025/2026 cresce del 12,7%, rispetto al 2021/2022, ma la composizione cambia molto di più. Le deroghe sul sostegno passano da 65.000 a 145.000 e da sole superano l’intero incremento del totale; i supplenti Ata salgono del 39,5% su un organico che nel frattempo è rimasto fermo (219.000 nel 2021/22, 218.000 nel 2025/26). Nel 2021/22 le deroghe su sostegno erano il 29% dei supplenti docenti; nel 2025/26 sono il 60%.

“Il ministro, invece di parlar delle immissioni in ruolo effettuate durante il suo mandato – e ci mancherebbe anche che non lo avesse fatto! – ha il dovere di rispondere a queste domande: perché la scuola si deve reggere su centinaia di migliaia di precari? Perché – prosegue Fracassi – l’Italia è stata condannata a giugno scorso dalla Corte di giustizia europea per reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato del personale ATA? Perché, per quanto riguarda il personale educativo e ATA si fanno immissioni in ruolo solo sul turn over quando vi sono migliaia di posti liberi ormai cronicizzati di anno in anno?”.

Pronta la risposta di Valditara che, tuttavia, non entra nel merito delle domande della Cgil e nemmeno affronta il tema della pubblicità dei dati, ma torna sulla sua narrazione: “Per quanto riguarda il personale docente sono state conferite 31.742 supplenze su posto comune, di cui 8.319 con contratto al 31 agosto e 23.423 con contratto al 30 giugno. Sul sostegno sono state invece conferite 67.516 supplenze, di cui 1.328 al 31 agosto e 66.188 al 30 giugno. Il totale delle supplenze su posto intero, comune e di sostegno, ammonta pertanto a 99.258. A queste si aggiungono 55.814 conferme su posto di sostegno, effettuate su richiesta delle famiglie, per un totale complessivo di 155.072 incarichi a tempo determinato. Al termine delle operazioni di immissione in ruolo del personale docente sono inoltre risultati 9.356 posti non assegnabili per assenza di aspiranti nelle graduatorie. A tali dati si aggiungono 19.468 nomine su spezzoni di posto, che costituiscono una tipologia di incarico distinta dalle supplenze su posto intero”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione