La calunnia, si sa, è un venticello. L’ultima indiscrezione sulle intercettazioni tra il Cavaliere e Tarantini, invece, è un uragano. Incontenibile. Entra di prima mattina in Transatlantico a Montecitorio sotto forma di “pizzino” firmato dalla Jena della Stampa (“Ci mancherebbe solo che uscisse un’intercettazione in cui Berlusconi dice volgarità sulla Merkel”) e l’effetto è deflagrante. “Ma, allora, anche alla Stampa sanno…”.

Gli sguardi di alcuni deputati pidiellini di stretta osservanza arcoriana s’incrociano con quelli di un leghista di rito maroniano ed è terrore puro: “Se esce la roba può succedere di tutto; ma te lo immagini – chiede preoccupato il primo del Pdl al leghista – se la Merkel lo viene a sapere???. È ormai mezzogiorno quando qualcuno coglie un fitto dialogo tra due cronisti di primo piano nel Palazzo. Che sanno. Cioè, dicono di sapere. Parlano. E pronunciano un’espressione greve, “culona inchiavabile”. “Fonte certa”, spacciano. Si fa anche il nome del cronista che l’ha svelata, nessuno eccepisce.

Qualcuno, che vola alto nella conoscenza delle lingue, la traduce all’impronta “Arsch zu schließen” (ma, chissà, poi se è letterale) e si chiede, velenoso, se gliela avranno riferita così alla Cancelliera, oppure in italiano. La storia, in un attimo, si sparge come un’epidemia, al capannello dei cronisti nel cortile della Camera si aggiungono via via anche i deputati che non dubitano – e questo sorprende – che davvero quell’espressione tanto macista e volgare possa averla pronunciata il Cavaliere, parlando con “quella sanguisuga di Tarantini” casomai “in un momento di concitazione”. Ma c’è proprio tutto Silvio in quella frase; di sicuro era incazzato…”.

Ci vuol poco a creare una verità dal nulla. Ieri nessuno ha pensato di aspettare le carte prima di dare per scontato che Berlusconi, parlando con Valter Lavitola dopo averlo invitato a restare lì, all’estero, si sia lasciato andare davvero a un simile trivio apostrofando la Merkel come una “culona inchiavabile”. Casomai – era questa la preoccupazione dei cronisti – chi mai la pubblicherebbe una frase tanto imbarazzante, ma c’è stato subito chi ha buttato lì Dagospia mentre le bacheche Facebook di alcune “firme” della politica hanno cominciato a grondare battute e commenti non meno salaci di quelli di presidenziale lignaggio. Forse, tra un po’ si saprà la verità. Tanto, non sarà più una notizia.

Il Fatto Quotidiano, 10 settembre 2011