cara redazione del Fatto Quotidiano, mi spiace molto aver visto sulla vostra pagina online che riprendete tout court un articolo di Bechis su Libero che riporta una ricostruzione falsa di quanto dibattuto e votato in Commissione Affari Costituzionali al Senato, martedi e mercoledì scorso. Vi preghiamo quindi di pubblicare queste nostre righe perché ci spiacerebbe davvero che i lettori fossero tratti in inganno.

Schematicamente:
1. Il parere della Commissione è appunto un parere, essendo la manovra materia della V Commissione-Bilancio
2. Non si sono svolte riunioni segrete e notturne, ma una martedì pomeriggio e l’altra mercoledì mattina
3. Gli interventi compiuti sulla manovra di Adamo e Sanna li trovate sul resoconto di martedì: in questi interventi, come in quelli degli altri senatori PD, le nostre proposte sono state chiarissime su: tagli degli emolumenti e proposte di modifica delle pensioni, richiesta di anticipare le decisioni al 1 gennaio 2012, che la manovra rinvia a dopo il 2013, in quanto hanno fatto esplicito riferimento all’emendamento presentato dal PD con le altre opposizioni e respinto dalla maggioranza in Commissione Bilancio;
4. Nella seduta di mercoledì le frasi da voi citate si riferiscono solo ad una richiesta di modifica venuta dal senatore Pastore al testo del Parere presentato dal relatore che non condivevamo: cioè i parametri da usare per calcolare la media europea degli emolumenti. Tra l’altro facciamo notare che la decisione assunta poi dalla maggioranza nel suo maxi emendamento, cioè nel testo definitivo, va esattamente nel senso opposto da quello da noi indicato: cioè si fa la media solo con i paesi più ricchi e con gli emolumenti più alti.
5. La questione poi è rintracciabile nella prima parte del parere, quella a cui noi abbiamo votato contro,mentre abbiamo votato a favore delle cosiddette “osservazioni”, cioè suggerimenti dati alla commissione bilancio, che non ne ha tenuto conto, perché riprendevano le nostre proposte: anticipare i tagli dei “costi della politica”, accorpare le province, rivedere scelte sulla scuola perché anticostituzionali ecc. Insomma se Libero si affanna a cercare di dimostrare l’indimostrabile, ci aspettiamo che Il Fatto dia conto, appunto dei fatti.Fatti che potrete facilmente trovare sul parere votato e sui due resoconti, quello del 12 e quello del 13, con preghiera di dare ai lettori i link giusti perche, sicuramente per una svista, se si apre il vostro link “apri il resoconto del Senato” si apre invece l’articolo di Libero.

Grazie per la cortese ospitalità
Marilena Adamo e Francesco Sanna, senatori e lettori.

Gentili Adamo e Sanna,
non abbiamo commesso nessuna scorrettezza riportando una notizia scovata da Libero. Perché una notizia è una notizia, chiunque la scriva. Dal documento della Commissione Affari costituzionale che abbiamo correttamente linkato, emerge come nel nostro articolo siano state riportate testualmente il contenuto del verbale della seduta. Tutti possono controllare. Il senatore Sanna ha proposto che per lo stipendio dei parlamentari “in riferimento alla media europea si tenesse conto secondo il criterio di ragionevolezza dei necessari fattori di ponderazione con particolare riguardo alla consistenza demografica dei diversi Paesi”. La senatrice Adamo, ha invece ritenuto, secondo il verbale, “che la definizione del trattamento economico” dovesse “tenere conto del costo della vita che è diversa da un Paese all’altro dell’area Euro”. Certo, questi interventi impallidiscono di fronte a quanto dichiarto da alcuni esponenti del Pdl, ma questa è una valutazione, non un fatto. E’ invece vero che la Commissione Affari costituzionali si è riunita di giorno, ma quella Bilancio che proprio come voi scrivete, si occupava della manovra e quindi anche dei costi della politica lo ha fatto di notte.  Nella Commissione Affari costituzionali poi, il Pd ha votato contro il dispositivo di nullaosta, ma a favore delle osservazioni – insieme alla maggioranza e ai rappresentanti degli altri partiti.
Cordialmente
ilfattoquotidiano.it