E’ valido l’accordo transattivo con cui un mese fa la Rai e Michele Santoro hanno deciso consensualmente di rescindere il contratto. Il collegio dei sindaci dell’azienda di viale Mazzini ha ritenuto che la competenza sulla trattativa fosse effettivamente del direttore generale, e quindi quell’intesa dei primi di giugno siglata tra Lorenza Lei e il conduttore è da intendersi esecutiva.

Due erano gli aspetti dell’accordo: la risoluzione consensuale del contratto e l’incentivazione all’uscita. Significa quindi che Santoro ha chiuso il rapporto di lavoro subordinato con la Rai, con il riconoscimento – due anni di incentivazione, pari a 2,3 milioni di euro – che è stato concordato per l’uscita. C’era molta attesa per il parere del collegio dei sindaci, chiamati in causa con un ordine del giorno che era stato presentato dal consigliere Rodolfo De Laurentiis e che aveva poi visto concordi anche gli altri consiglieri di minoranza, con il presidente Paolo Garimberti che aveva formalizzato l’istanza.

Il riconoscimento della validità di quell’accordo comporta che l’operato del dg era corretto, ovvero non era formalmente necessario un passaggio preventivo in Cda o una richiesta di parere pre-accordo. Nel consiglio di amministrazione della Rai si erano levate voci di dissenso sull’operazione, quanto meno sulle modalità seguite. Adesso l’interrogativo verte su un altro aspetto: l’intesa diceva anche che tra la Rai e Santoro in futuro sarebbero state previste altre forme di collaborazione. Resta quindi da stabilire se e a quali programmi porterà la nuova collaborazione. E quando partirà. Sul punto il presidente della Rai, Paolo Garimberti, si è mostrato possibilista.

Accordo trovato invece con Fabio Fazio per riprendere, ma non da questa stagione, la programmazione di Vieniviaconme. Semaforo verde del Cda della Rai al rinnovo del contratto del presentatore. Un via libera pero’ con qualche polemica, vista l’astensione del consigliere Antonio Verro per questioni legate all’entità del compenso e alla mancata esclusiva. E c’è stato anche il voto contrario di Giovanna Bianchi Clerici.

La bozza d’intesa era stata preparata nelle scorse settimane ed oggi il direttore generale Lorenza Lei l’ha portata all’esame dei consiglieri. Un passaggio obbligato perche’ la parte economica dell’accordo triennale superava, con i suoi complessivi 5,5 milioni di euro, la soglia di manovra autonoma del dg, fissata invece a quota 2,5 milioni. In più, ed anzi ancor più importante, era inserita la deroga che consente a Fazio di proporre su un’altra rete, a fine della prossima stagione (quindi da maggio 2012 in poi) un programma, verosimilmente quello con Roberto Saviano. La deroga e’ stata concessa ma Fazio non potra’ portare su un’altra rete il format ‘Vieniviaconme’ proposto con grande successo su Rai3 lo scorso autunno insieme a Saviano perche’ questo format e’ di proprieta’ Rai. Potra’ invece riproporlo sulle reti Rai, ma con un limite: non nel primo dei tre anni del nuovo contratto, bensì nel secondo e terzo anno, e sempre con Saviano. Il che segna una svolta rispetto alle polemiche delle scorse settimane, sebbene si presti ugualmente a nuovi interrogativi sulla rete che ospiterà il programma e, ancor più, sull’accettazione o meno da parte degli stessi Fazio e Saviano di questa formula individuata in Cda.

Anche se intanto lo stesso Fazio potra’ da subito, grazie a questa deroga, andare su un’altra emittente (sara’ La7) e proporre con Saviano un proprio programma, in attesa di ripartire in autunno sulla terza rete Rai con ‘Che tempo che fa’. Nel comunicato stampa finale dei lavori consiliari si dice che il contratto e’ di “esclusiva triennale” con Fazio e prevede la realizzazione di 64 puntate della trasmissione ‘Che tempo che fa’, poi di quattro speciali annui di prima serata del ciclo di ‘Che tempo che fa’ e infine “quattro puntate speciali di prima serata del genere ‘Vieniviaconme’, format di proprietà Rai e che non può essere utilizzato da altre emittenti, da realizzare nel secondo e terzo anno contrattuale insieme a Roberto Saviano”.